20, Luglio, 2024

“Sanità e territorio”: nella sala della musica incontro per parlare delle criticità e delle prospettive per il Valdarno

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L’incontro è stato organizzato dalla Lista Per un’altra San Giovanni – FI. Presenti il consigliere regionale Stefano Mugnai, il presidente della terza commissione sanità Stefano Scaramelli, i sindaci di San Giovanni e Montevarchi, Maurizio Viligiardi e Silvia Chiassai

Distretto unici, ospedali e servizi: l'incontro organizzato dalla Lista Civica Per un'altra San Giovanni nella sala della musica ha voluto incentrare l'attenzione di tutti sulle criticità e soprattutto sulle prospettive future della sanità in Valdarno. Presenti, oltre a Lorenzo Martellini e Antonino Pia, il consigliere regionale Stefano Mugnai, vice presidente dellla terza commissione sanità, Stefano Scaramelli, presidente della terza commissione sanità, i sindaci di San Giovanni e Montevarchi, Maurizio Viligiardi e Silvia Chiassai.

Il primo a prendere la parola è stato Lorenzo Martellini capogruppo di Per un'altra San Giovanni – FI.

"Noi abbiamo voluto dare un taglio istituzionale all'incontro. I temi sono tanti: dalla mancata realizzazione del distretto unico alla salvaguardia dei due ospedali, alle liste d'attesa. L'unico obiettivo è trovare una sinergia di vallata: il distretto unico poteva essere un'occasione storica: è il segno che la politica deve crescere e che gli amministratori di questa vallata devono vedere questo territorio come unico".

 

Poi Stefano Mugnai ha ritracciato la storia della legge 29 del 2015 sulla riperimetrazione delle zone distretto e ha sottolineato "peccato si sia persa un'occasione".

"Con la scellerata riforma della sanità toscana voluta dal partito democratico nel 2015 adesso vengono al pettine tutti i nodi di una legge che cerca di rendere più sostenibile il sistema ma che lo fa sulla pelle dei cittadini con tagli ai posti letto, al personale e con un servizio che sia in termini di qualità che di quantità è certamente ridimensionato. In più la mancata occasione storica per il Valdarno di ritrovare una unità che poteva arrivare attraverso un distretto unico. Anche in questo caso c'è stata una chiusura del Pd che ha impedito di avere una rappresentanza unica come quella del distretto socio sanitario".

"È stata una legge della Regione Toscana ad impedire al Valdarno di essere unito: se ne possono fare anche altre". E sulle Liste d'attesa Mugnai precisa: "Sono anni che sento l'arrivo dei tagli alla Liste d'attesa poi verifichiamo quanto queste soluzioni falliscano".

 

La parola, poi, è passata a Stefano Scaramelli, presidente della terza Commissiona sanità del consiglio regionale.

"Ci sono le condizioni per sperimentare un progetto unico: l'apertura del consiglio regionale ha trovato una condivisione per superare una divisione che è solo di carattere amministrativa. Bisogna volerlo, nulla può essere calato dall'alto se nei territori c'è un progetto di condivisione. Niente è predeterminato: i sindaci si devono riappropriare della possibilità di gestire direttamente la sanità, assumendosi responsabilità nuove. Qui si viene per dire che si può sperimentare un tale progetto".

 

Il sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai ha ribadito il 'no' alla Società della salute e ha rimarcato quanto la riorganizzazione della sanità debba passare dal miglioramento dei servizi per i cittadini.

"Il punto centrale è la salvaguardia dell'ospedale e di un servizio di qualità sul territorio per i cittadini. Resto dell'idea che senza una garanzia non possiamo stare tranquilli. Per adesso non è stato proposto niente di valido, io ho il dovere come sindaco di tutelare la salute dei miei concittadini, di garantire che i servizi di qualità rimangano: al momento non ho prospettive positive ma vigileremo perchè non ci siano depotenziamenti della struttura". Sulle Liste d'attesa: "Ero presente alla Conferenza: in relazione all'arrivo in primavera di anestesisti per le donne che devono partorire in analgesia mi hanno detto le faremo sapere la prossima settimana. Quindi non sono ancora dispinibili. Io voglio vedere i fatti".

 

Infine Maurizio Viligiardi, sindaco di San Giovanni e presidente della Conferenza dei sindaci. Dopo aver spiegato che la riforma, in realtà, chiude l'esperienza ospedaliera del passato e apre alla società della salute, ha affermato che la Regione ha avuto una grande pecca quella cioè di aver fatto le cose troppo in fretta non dando così le risposte necessarie al territorio.

"Doveva essere l'occasione per riportare tutti sotto un'unica gestione dei servizi. La Regione doveva prendersi più tempo. Però è stata lasciata una porta aperta". Poi ha riconosciuto alcune responsabilità: "È mancata una condivisione tra i sindaci. Adesso la priorità è rimettere insieme la sanità in Valdarno".

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