12, Febbraio, 2026

Punti nascita, Vadi: “Necessaria una doppia azione: politica, tra Regione e Ministero, e tecnica della Asl”

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Punto nascita dell’ospedale della Gruccia a rischio se il Governo nazionale non accogliesse la richiesta della Regione Toscana di abbassare la soglia dei 500 nati a 400. Nel 2025, infatti, i bambini nati nel presidio valdarnese sono stati 453: questo dato potrebbe pregiudicare la possibilità per tante mamme di partorire al monoblocco del Valdarno. Il presidente Giani e l’assessore Monni, per questo, si appellano al Governo visto anche e soprattutto il calo demografico persistente a livello locale e nazionale. Sul tema è intervenuta anche Valentina Vadi in qualità di Presidente della Conferenza dei sindaci auspicando una doppia azione: politica, da parte di Regione e Ministero, e tecnica, da parte della Asl Toscana sud est.

“Innanzitutto, la posizione della Regione Toscana e del presidente Giani è chiara: è già stata avanzata al Ministero la richiesta di una revisione, e quindi di un abbassamento delle soglie minime, alla luce delle dinamiche di denatalità che ormai non riguardano solo la Toscana, ma l’intero Paese. La Regione porterà avanti questo percorso e mi auguro che possa avere esiti positivi, proprio affinché tali soglie vengano riviste al ribasso. Per quanto riguarda l’ospedale della Gruccia, non mancano molti parti per il raggiungimento della soglia dei 500. Uno scenario diverso non sarebbe assolutamente ipotizzabile per noi amministratori del territorio. Per questo motivo vigileremo e monitoreremo attentamente l’evoluzione della situazione, sia come amministratori sia come Conferenza dei sindaci”.

“Allo stesso tempo, chiederemo all’azienda sanitaria, all’ASL e al direttore Torre un progetto strutturato e significativo: è infatti fondamentale che l’azienda sanitaria si attivi per consolidare il percorso nascita all’interno del nostro ospedale del Valdarno, riducendo gli approdi verso altri punti nascita. Il nostro è un bacino territoriale che, naturalmente, può arrivare ai 500 parti. Dunque, da una parte la Regione lavorerà sul piano politico nei rapporti con il Ministero, con primi riscontri già positivi; dall’altra, l’azienda sanitaria dovrà impegnarsi concretamente affinché il territorio e l’ospedale raggiungano l’obiettivo dei 500 parti. La Conferenza dei sindaci monitorerà entrambi questi passaggi”.

“È chiaro che esistono dinamiche di rapporto tra Ministero e Regione Toscana, dinamiche peraltro comuni a tutte le regioni. I dati lo dimostrano: basti pensare al caso delle Scotte di Siena, che non raggiungendo la soglia dei 1.000 parti rischiano di perdere la scuola di specializzazione, un presidio fondamentale. Per questo ritengo che l’azione da intraprendere debba essere duplice: da un lato politica, nel rapporto tra Regione e Ministero; dall’altro tecnica, perché anche l’azienda sanitaria ha un ruolo determinante in questa fase”. 

 

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