24, Luglio, 2024

Progetto Hucare: un aiuto ai pazienti del centro oncologico grazie al Calcit

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Finanziato dal comitato autonomo per la lotta contro i tumori prende il via il progetto che ha lo scopo di migliorare lo stato psico sociale dei pazienti e delle loro famiglie

Prende il via in maniera sperimentale nel centro oncologico del monoblocco della Gruccia il progetto Hucare, humanization of cancer care, che ha lo scopo di umanizzare e rendere migliore lo stato psicosociale dei pazienti malati di tumore e delle loro famiglie. Nato nel 2008 il progetto in Italia annovera 29 centri oncologici e 700 figure professionali tra medici, infermieri, psicologi e ricercatori. Oggi approda anche in Valdarno grazie al Calcit che ha messo a disposizione le risorse.

"Si propone di umanizzare le cure in oncologica per rispondere ai bisogni del paziente non solo dal punto di vista medico ma anche da quello psicologico e sociale – spiega Sara Antinucci, psicologa, coordinatrice del progetto – Secondo numerosi studi è stato visto che uno dei problemi per il paziente è la difficoltà ad avere informazioni che possono rispondere alle ansie e alle angosce causate dalla malattia. Hucare si propone da una parte di aiutare la comunicazione tra paziente, medico, infermieri e famiglia e dall'altra di fornire colloqui psicologici. Con i civili avremo anche una risorsain più  per portarlo avanti".

Soddisfatta del progetto la responsabile del centro oncologico, Alessandra Signorini.

"Questo progetto è nato grazie al Calcit che ci ha dato la possibilità di avere una psicologa come coordinatrice. È multidisciplinare perchè coinvolge l'oncologia ma anche la radioterapia e le cure palliative domiciliari. Si tratta di un percorso che accompagna il paziente in tutta la sua malattia. Il progetto si inserisce nelle umanizzazioni delle cure".

Un progetto sperimentale dunque nato grazie al Calcit:

"Si tratta di progetto di sperimentazione triennale che costerà al Calcit 10.000 euro l'anno – afferma Roberta Soldani, presidente del Calcit Valdarno – Abbiamo sempre sostenuto che il centro oncologico è il punto di partenza del Calcit. Vogliamo essere al servizio dei pazienti nel miglior modo possibile".

 

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