17, Luglio, 2024

Montevarchi dice sì all’operazione salva Giudice di Pace, ora la palla passa agli altri comuni

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In Consiglio comunale approvata all’unanimità la mozione che aveva come primo firmatario Gianluca Magini. Passo in avanti concreto nel percorso per riportare l’ufficio in Valdarno: ma ora serve l’impegno (anche economico) di tutti gli altri comuni

Un voto all'unanimità, preceduto da pochissimo dibattito in aula. Il Consiglio comunale di Montevarchi ha approvato in maniera armonica la proposta di mozione presentata da quattro consiglieri, due di maggioranza e due di opposizione, per riportare il Giudice di Pace in Valdarno. 

Ad illustrarla, il consigliere di maggioranza Gianluca Magini, che ha fatto sua questa battaglia fin dall'inizio. Il Giudice di Pace in Valdarno è definitivamente chiuso da dicembre (l'ultimo ufficio rimasto era quello di Montevarchi, in piazza Vittorio Veneto accanto alle Logge). Ma il decreto Milleproroghe del Governo permetterebbe di riaprirlo: a condizioni precise. 

Le norme richiedono però impegni precisi da tutti i comuni del territorio di riferimento, in questo caso il Valdarno aretino: le amministrazioni possono chiedere la riapertura dell'ufficio solo "facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo, messo a disposizione dagli enti medesimi". 

La mozione approvata a Montevarchi fissa proprio questi impegni. E secondo una stima, spiega che tali spese assommerebbero a circa 100mila euro l'anno per il personale più altri 10mila per le utenze. Costi che andrebbero ripartiti fra i comuni in base al numero di abitanti: dovrebbero pesare per il 25% circa su Montevarchi; per il 17% su San Giovanni; per il 13% su Terranuova; per l'11% su Castelfranco Piandiscò e così via. Ora però spetta a tutti gli altri comuni assumere questo impegno. 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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