16, Agosto, 2022

Il Museo degli orrori si trasforma in museo dei ricordi per non dimenticare

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Stanze e teche piene di oggetti appartenuti ai prigionieri uccisi: scarpe, vestiti, borse e valige. Ma anche oggetti personali e capelli

Venivano privati di tutto: della propria dignità e dei propri oggetti più cari. Una volta morti gli effetti personali dei prigionieri venivano accatastati in un magazzino. Ed è stato lì che sono stati trovati, catalogati, e posizionati all'interno del Museo di Auschwitz.

Tutto è stato collocato in stanze e all'interno di teche. Ci sono tantissime fotografie. Migliaia e migliaia di scarpe, da donna, uomo e bambino. Vestiti per i più piccoli e da adulti. Valige, quelle con le quali erano giunti al campo, borse, cestini, rasoi da barba, tegami e ciotole arrugginite.

E poi i capelli, quelli che venivano tagliati una volta entrati, e tanti arti finti e strumenti per la riabilitazione. Oggetti che una volta sono appartenuti a qualcuno, come le scarpe indossate, e che adesso vanno ad ampliare le testimonianze e la documentazione su una strage senza eguali, su un orrore e una tragedia compiuti dall'uomo verso un altro uomo, verso il genere umano.

 

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