Fimer: Rsu, sindacati e lavoratori scendono in piazza e da domani iniziano i presidi

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Il periodo natalizio non ha fatto altro che preoccupare ulteriormente i lavoratori della Fimer. Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno organizzato questo pomeriggio un’assemblea nella piazza principale di Terranuova, alla presenza del Sindaco di Terranuova, Castelfranco Piandiscò, Loro Ciuffenna e al vicesindaco di Bucine. Il 31 dicembre e il 1 gennaio, poi, un presidio di fronte allo stabilimento. “La nostra idea – annunciano i sindacati – è quella di andare ad oltranza se i lavoratori ci daranno il mandato”.

Alessandro Tracchi, segretario FIOM Cgil:”Vogliamo continuare a far respirare alla cittadinanza, il problema che sta vivendo la fabbrica, perchè crediamo che la fabbrica e i lavoratori, siano parte integrante della comunitĂ  e quando ci sono dei problemi, questi poi si ripercuotono anche sulla collettivitĂ . La situazione è come allo stato di partenza, anzi, con delle aggravanti. Dopo la manifestazione di fine novembre con un incontro che poi si è tenuto il 7 dicembre al MISE, le informazioni  prevedevano una road map che passava dalla presentazione del bilancio entro la metĂ  di dicembre, un accordo con un possibile sostenitore che sarebbe intervenuto sull’attivitĂ  e si sarebbe consolidato entro la metĂ  di gennaio e da lì, lo sviluppo di un piano industriale che la societĂ  ci aveva illustrato in sede di incontri istituzionali con la Regione Toscana. Nell’incontro del 23 dicembre, abbiamo appreso cose totalmente nuove: intanto che questa road map non c’è piĂą, che il consiglio di amministrazione si è dimesso, nominando un amministatrore unico, il quale chiede ulteriori 60-90 giorni di tempo per poter trovare il piano attuativo. Per noi questo è un segno di irresponsabilitĂ , di non capire la gravitĂ  della situazione e di condannare il futuro dello stabilimento e di tutte le persone coinvolte”.

Davide Materazzi, segretario Uilm Uil:”Navighiamo nella totale incertezza che giĂ  deriva dai mesi precedenti, poichè fin dall’inizio, avevamo annunciato che poteva esserci questo problema di liquiditĂ  da parte di un’azienda italiana che non aveva tutte queste capacitĂ  di investimento che necessita questo settore. Un settore che si occupa di ricerca e sviluppo, quindi investimenti anticipati, per poi essere recuperati con la produzione; quindi son stati acquisiti gli ordini, però, per assurdo, i lavoratori sono spesso e malvolentieri in cassa integrazione e questo cambio di scenario, soprattuto del consiglio di amministrazione, dĂ  ulteriore incertezza. Noi per questo, insistiamo per aver un ulteriore incontro col Ministero, perchè i lavoratori non sanno piĂą quale sia la direzione di questa azienda.”

I sindacati non nascondono la gravitĂ  della situazione: “pensiamo che l’occupazione sia in pericolo. Parliamo di 500 lavoratori nello stabilimento e di altri 300 impegnati nell’indotto e nelle aziende degli appalti. La serie di incontri che abbiamo avuto, sia in Regione che in sede ministeriale, non hanno prodotto risultati. Il nuovo Amministratore delegato, Claudio Calabi, ha affermato che occorreranno ancora 60/90 giorni per affrontare e chiudere le questioni piĂą dirimenti, compreso bilancio e ingresso nuovo investitore. Oltre ad avere conferma della totale inaffidabilitĂ  della proprietĂ , questo nuovo scenario apre per Fimer e lo stabilimento del Valdarno una prospettiva di ulteriore incertezza”.

Ilaria Paoletti, Fim Cisl: “Il motivo per il quale noi oggi facciamo un’assemblea in piazza e alziamo anche l’asticella di lotta insieme ai lavoratori, portando avanti un presidio che, domani, il 1 di gennaio e non si esclude possa diventare permanente, è proprio perchè da ottobre a oggi, abbiamo sollevato delle criticitĂ  e abbiamo fatto delle richieste; ma oggi siamo punto e a capo perchĂ© quelle richieste non sono state ascoltate o dalla proprietĂ  stessa è stata rappresentata una realtĂ  che è stata completamente disattesa. La proprietĂ  ha fatto delle dichiarazioni, durante gli incontri in Regione fatti a novembre e al Ministero dello Sviluppo Economico, fatti a dicembre; in cui sosteneva che sarebbe arrivato un investitore entro la fine di dicembre. Le persone hanno passato le feste con le paure, le incertezze e le speranze che queste azioni, passassero al concreto. Abbiamo una proprietĂ  inaffidabile e chiediamo che sia invece responsabile, data l’importanza che ha questa azienda, e chiediamo anche che il MISE attenzioni seriamente questa vicenda. Oggi invece chiudiamo l’assemblea dicendo che il Ministero ci aveva convocato con una mail del 27 dicembre per il 3 gennaio e che aspettando una convocazione questa settimana, invece, contrordine e si va all’11 gennaio. C’è bisogno di responsabilizzazione.”

Marco Mugnai: “La situazione è critica. All’interno dell’azienda ciò che si sta vivendo è preoccupante perchè tocchiamo con mano quella che è la reale situazione che stiamo attraversando. Reparti, addirittura fermi, perchè non ci sono i materiali per produrre. Persone che devono rimanere a casa. Una situazione critica. La preoccupazione è che piĂą si va in lĂ  col tempo i clienti, non trovando riscontro nelle consegne, se ne vadano e insieme a loro inizi il vero fallimento dell’azienda.”

Sergio Chienni: “Trovo importante mantenere alto il livello di attenzione. Il MISE ci ha riconvocati come istituzioni con la proprietĂ  della Fimer e le organizzazioni sindacali per l’11 gennaio. Noi ci aspettiamo delle risposte concrete perchè il tempo stringe in maniera particolare. Abbiamo esposto quelle che erano e sono le criticitĂ , in maniera costante alla proprietĂ  e a quelle che erano le organizzazioni sovraordinate in collaborazione con le organizzazioni sindacali, ci sono tante persone che dipendono da questo luogo di lavoro, è una pagina industriale del Valdarno. I segnali però rimangono gli stessi, il bilancio 2020 non è stato approvato, ancora un cambio nella governance, la produzione con forti rallentamenti. Insomma una situazione che, se non si stringono i tempi, desta delle forti preoccupazioni”

 

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