28, Settembre, 2022

Fimer: Rsu, sindacati e lavoratori scendono in piazza e da domani iniziano i presidi

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Il periodo natalizio non ha fatto altro che preoccupare ulteriormente i lavoratori della Fimer. Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno organizzato questo pomeriggio un’assemblea nella piazza principale di Terranuova, alla presenza del Sindaco di Terranuova, Castelfranco Piandiscò, Loro Ciuffenna e al vicesindaco di Bucine. Il 31 dicembre e il 1 gennaio, poi, un presidio di fronte allo stabilimento. “La nostra idea – annunciano i sindacati – è quella di andare ad oltranza se i lavoratori ci daranno il mandato”.

Alessandro Tracchi, segretario FIOM Cgil:”Vogliamo continuare a far respirare alla cittadinanza, il problema che sta vivendo la fabbrica, perchè crediamo che la fabbrica e i lavoratori, siano parte integrante della comunità e quando ci sono dei problemi, questi poi si ripercuotono anche sulla collettività. La situazione è come allo stato di partenza, anzi, con delle aggravanti. Dopo la manifestazione di fine novembre con un incontro che poi si è tenuto il 7 dicembre al MISE, le informazioni  prevedevano una road map che passava dalla presentazione del bilancio entro la metà di dicembre, un accordo con un possibile sostenitore che sarebbe intervenuto sull’attività e si sarebbe consolidato entro la metà di gennaio e da lì, lo sviluppo di un piano industriale che la società ci aveva illustrato in sede di incontri istituzionali con la Regione Toscana. Nell’incontro del 23 dicembre, abbiamo appreso cose totalmente nuove: intanto che questa road map non c’è più, che il consiglio di amministrazione si è dimesso, nominando un amministatrore unico, il quale chiede ulteriori 60-90 giorni di tempo per poter trovare il piano attuativo. Per noi questo è un segno di irresponsabilità, di non capire la gravità della situazione e di condannare il futuro dello stabilimento e di tutte le persone coinvolte”.

Davide Materazzi, segretario Uilm Uil:”Navighiamo nella totale incertezza che già deriva dai mesi precedenti, poichè fin dall’inizio, avevamo annunciato che poteva esserci questo problema di liquidità da parte di un’azienda italiana che non aveva tutte queste capacità di investimento che necessita questo settore. Un settore che si occupa di ricerca e sviluppo, quindi investimenti anticipati, per poi essere recuperati con la produzione; quindi son stati acquisiti gli ordini, però, per assurdo, i lavoratori sono spesso e malvolentieri in cassa integrazione e questo cambio di scenario, soprattuto del consiglio di amministrazione, dà ulteriore incertezza. Noi per questo, insistiamo per aver un ulteriore incontro col Ministero, perchè i lavoratori non sanno più quale sia la direzione di questa azienda.”

I sindacati non nascondono la gravità della situazione: “pensiamo che l’occupazione sia in pericolo. Parliamo di 500 lavoratori nello stabilimento e di altri 300 impegnati nell’indotto e nelle aziende degli appalti. La serie di incontri che abbiamo avuto, sia in Regione che in sede ministeriale, non hanno prodotto risultati. Il nuovo Amministratore delegato, Claudio Calabi, ha affermato che occorreranno ancora 60/90 giorni per affrontare e chiudere le questioni più dirimenti, compreso bilancio e ingresso nuovo investitore. Oltre ad avere conferma della totale inaffidabilità della proprietà, questo nuovo scenario apre per Fimer e lo stabilimento del Valdarno una prospettiva di ulteriore incertezza”.

Ilaria Paoletti, Fim Cisl: “Il motivo per il quale noi oggi facciamo un’assemblea in piazza e alziamo anche l’asticella di lotta insieme ai lavoratori, portando avanti un presidio che, domani, il 1 di gennaio e non si esclude possa diventare permanente, è proprio perchè da ottobre a oggi, abbiamo sollevato delle criticità e abbiamo fatto delle richieste; ma oggi siamo punto e a capo perché quelle richieste non sono state ascoltate o dalla proprietà stessa è stata rappresentata una realtà che è stata completamente disattesa. La proprietà ha fatto delle dichiarazioni, durante gli incontri in Regione fatti a novembre e al Ministero dello Sviluppo Economico, fatti a dicembre; in cui sosteneva che sarebbe arrivato un investitore entro la fine di dicembre. Le persone hanno passato le feste con le paure, le incertezze e le speranze che queste azioni, passassero al concreto. Abbiamo una proprietà inaffidabile e chiediamo che sia invece responsabile, data l’importanza che ha questa azienda, e chiediamo anche che il MISE attenzioni seriamente questa vicenda. Oggi invece chiudiamo l’assemblea dicendo che il Ministero ci aveva convocato con una mail del 27 dicembre per il 3 gennaio e che aspettando una convocazione questa settimana, invece, contrordine e si va all’11 gennaio. C’è bisogno di responsabilizzazione.”

Marco Mugnai: “La situazione è critica. All’interno dell’azienda ciò che si sta vivendo è preoccupante perchè tocchiamo con mano quella che è la reale situazione che stiamo attraversando. Reparti, addirittura fermi, perchè non ci sono i materiali per produrre. Persone che devono rimanere a casa. Una situazione critica. La preoccupazione è che più si va in là col tempo i clienti, non trovando riscontro nelle consegne, se ne vadano e insieme a loro inizi il vero fallimento dell’azienda.”

Sergio Chienni: “Trovo importante mantenere alto il livello di attenzione. Il MISE ci ha riconvocati come istituzioni con la proprietà della Fimer e le organizzazioni sindacali per l’11 gennaio. Noi ci aspettiamo delle risposte concrete perchè il tempo stringe in maniera particolare. Abbiamo esposto quelle che erano e sono le criticità, in maniera costante alla proprietà e a quelle che erano le organizzazioni sovraordinate in collaborazione con le organizzazioni sindacali, ci sono tante persone che dipendono da questo luogo di lavoro, è una pagina industriale del Valdarno. I segnali però rimangono gli stessi, il bilancio 2020 non è stato approvato, ancora un cambio nella governance, la produzione con forti rallentamenti. Insomma una situazione che, se non si stringono i tempi, desta delle forti preoccupazioni”

 

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