15, Agosto, 2022

Covid: per fermare la diffusione delle varianti la Asl cambia i protocolli su tracciamento e contatti

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Le nuove linee guida della Asl Toscana Sud Est in caso di varianti Covid. Per il momento in Valdarno non sono stati ancora accertati casi di contagio legati alle cosiddette varianti

Tracciamento dei contatti più approfondito, quarantene più lunghe: cambia la strategia della Asl Toscana Sud Est per fermare il più possibile la diffusione delle varianti Covid, quelle in particolare che risultano più contagiose. Al momento non risultano ancora casi di varianti accertati in Valdarno, ma in altre zone della provincia di Arezzo sono già stati rilevati. L'Azienda sanitaria ha messo in campo tre diverse strategie di azione.

Innanzitutto il potenziamento delle attività di testing attraverso l’incremento del numero dei tamponi effettuati attraverso le iniziative “territori sicuri” (come a Terranuova), “scuole sicure” (anche nelle scuole superiori del Valdarno) o interventi specifici.

Poi, si punta anche sull’incremento delle attività connesse al tracciamento dei casi e dei contatti. In questa fase è prioritario individuare precocemente i casi che possono essere stati causati da una variante del virus. Sono considerate persone sintomatiche sospette per variante coloro che ad esempio rientrano da alcuni paesi stranieri (Regno Unito, Brasile, Sudafrica e Austria), persone che hanno che abitano o hanno avuto contatti con aree epidemiologiche in cui si registra una impennata di casi in un breve periodo. In tutti questi casi, sui tamponi viene effettuata la ricerca di varianti nel laboratorio dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Siena.

Cambiano le regole anche per la ricerca dei contatti dei casi accertati o sospetti per variante, che è effettuata non più per le 48 ore precedenti l’inizio della sintomatologia o la data di effettuazione del tampone, ma il periodo è esteso ai quattordici giorni precedenti. 
In più, i contatti dei casi sospetti o accertati per variante sono sottoposte alla quarantena per 14 giorni e non più per 10 giorni ed effettuano un tampone all’inizio ed uno alla fine del periodo di osservazione domiciliare. 

Glenda Venturini
Capo redattore

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