16, Agosto, 2022

Vertenza Bekaert, c’ la convocazione del Mise: il 30 aprile in videoconferenza. La sindaca Mugnai scrive ai vertici PD

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Venerd alle 12,30 la chiamata per il tavolo del Ministero su Bekaert: ma per continuare a discutere necessario che l’azienda accetti il prolungamento della cassa. La Regione ringrazia il Governo, la sindaca Mugnai scrive al segretario PD, Letta, e al Vicesegretario con delega al lavoro, Provenzano

La chiamata tanto attesa è arrivata, all'ultimo tuffo: venerdì 30 aprile, in modalità videoconferenza, si riunirà il tavolo al Ministero per lo Sviluppo Economico. Un passaggio fondamentale per capire se ci saranno ancora margini dopo il 4 maggio o, in altre parole, se l'azienda è disposta a prolungare ancora la cassa integrazione, come consentito dalle norme attuali. 

"Ringrazio il Governo per aver ascoltato e accolto la nostra richiesta, rimediando all'errore di non avere inserito il tavolo di Bekaert tra quelli convocati al Mise. Naturalmente ora ci aspettiamo fatti concreti", dichiara Valerio Fabiani, consigliere del presidente Eugenio Giani per le crisi aziendali e il lavoro, a commento della convocazione da parte del Mise del tavolo per l'azienda di Figline. "La Toscana – continua Fabiani – è pronta a fare la sua parte, come sempre".

Intanto la sindaca Giulia Mugnai ha deciso di scrivere ai vertici del PD. "Venerdì – commenta – sarà fondamentale che l'azienda accetti il prolungamento degli ammortizzatori sociali così da guadagnare tempo affinché si arrivi ad una proposta di reindustrializzazione reale, che metta in sicurezza i 120 lavoratori ancora in vertenza e garantisca la ripartenza dello stabilimento. La ex Pirelli è sempre stata un simbolo dello sviluppo economico del territorio. Il Valdarno è cresciuto negli anni insieme alla fabbrica e, se non si troverà una soluzione concreta per farla ripartire, si condannerà all'impoverimento un territorio intero. Questo, da cittadina e da Sindaca, non posso accettarlo. Per questo continuo a chiedere alla politica tutta di occuparsi della Bekaert.
Ho deciso di scrivere al segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, e al Vicesegretario con delega al lavoro, Peppe Provenzano, perché la fabbrica e la nostra città non possono essere abbandonati, perché credo che il Pd debba tornare ad occuparsi davvero di lavoro". 

Ripercorrendo i mesi scorsi, nella lettera ai vertici PD Mugnai racconta: "Per me a volte è arrivata anche la difficoltà di rimanere con loro davanti ai cancelli. Per me che ho cercato di dare il mio sostegno in ogni modo, ma che in tasca avevo (ed ho) la tessera di un partito che non stava mettendo in discussione un sistema economico permeato di disuguaglianze profonde, ma che stava invece togliendo protezioni al lavoro. Il Jobs Act aveva cancellato la cassa integrazione per cessazione di attività che qui serviva per far slittare il termine dei licenziamenti ed è arrivato il Ministro Di Maio a reintrodurla, ascoltando la protesta potente e composta dei lavoratori Bekaert. Quei lavoratori, a cui noi avremmo dovuto dare delle risposte, li stava rappresentando qualcun altro". 

E sul presente, Mugnai aggiunge: "Il 4 maggio, se Bekaert non accetterà di prorogare gli ammortizzatori, scadrà il termine per i licenziamenti. Mancano 10 giorni. Un conto alla rovescia che fa male al cuore di tutta la nostra vallata, ma che soprattutto è la amara prospettiva dei 120 lavoratori ancora in carico alla vertenza. Oggi i lavoratori sono stanchi, impauriti e rischiano anche di sentirsi soli, abbandonati. Io credo che il Partito Democratico (noi) dovrebbe (dovremmo) essere lì con loro, a trovare soluzioni perché il territorio non si impoverisca".

"A Figline e Incisa – conclude la sindaca – abbiamo bisogno di una concreta soluzione di reindustrializzazione, perché i 120 lavoratori possano essere riassorbiti e affinché lo stabilimento non resti un cimitero di cemento di 60.000 metri quadrati in mezzo alla città. Serve però anche che il centrosinistra torni credibile, capace di mettere in campo in Toscana, come nel resto d’Italia, un impegno pubblico forte, non dettato dagli interessi di bottega, ma dalle effettive necessità dei territori, in una visione ampia. Spero che il Partito Democratico di oggi e di domani torni ad occuparsi soprattutto di questo e credo che quella per salvare la Bekaert debba essere una battaglia necessaria, una occasione utile per cambiare rotta. Il tempo è poco, pochissimo, ma dobbiamo farcela". 

 

Glenda Venturini
Capo redattore

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