26, Settembre, 2022

Bekaert: un anno fatto di rabbia, disperazione, lotta e speranze

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Dalle 318 lettere di ‘preavviso di chiusura’ fino alla volontà di dar vita a una Cooperativa: tutte le tappe dello stabilimento figlinese e dei suoi dipendenti dal 22 giugno 2018

Il 22 giugno 2018, un anno fa, ai 318 dipendenti della Bekaert di Figline, ex Pirelli, cade il mondo addosso: con una lettera la dirigenza annuncia la chiusura dello stabilimento e il conseguente licenziamento di tutti. E' l'inizio di un periodo lungo, faticoso, problematico e che vedrà i lavoratori, i sindacati, le Istituzioni, i politici e i cittadini insieme con un unico obiettivo: difendere il posto di lavoro.

Mentre arrivano le reazioni indignate del mondo sindacale, politico, sociale, i lavoratori occupano lo stabilimento. La mobilitazione è generale e non riguarda soltanto Figline: la Regione Toscana, i sindaci del Valdarno aretino e fiorentino, i consigli comunali, i parlamentari di tutte le forze in campo, i cittadini si stringono intorno ai lavoratori. Si cerca un incontro con il Ministero dello sviluppo economico. I sindacati presentano le proprie proposte e avanzano precise richieste in difesa dei dipendenti: il ripristino della cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività, soppressa con il Jobs Act.

Il 29 giugno viene organizzata una grande manifestazione per tenere alta l'attenzione sulla vicenda: in 5.000 vi prendono parte. Il corteo dallo stabilimento arriva in piazza Marsilio Ficino: il Valdarno aretino e fiorentino compatto chiede il ritiro dei licenziamenti. E mentre l'azienda continua a rispondere picche alle richieste dei sindacati, del sindaco di Figline Incisa e dei colleghi della vallata, del presidente della Regione Toscana, dei parlamentari, il 5 luglio si tiene il primo incontro al Ministero dello sviluppo economico. Vi prende parte anche il Ministro Luigi Di Maio. I vertici dell'azienda confermano la chiusura dello stabilimento e i licenziamenti dei 318 lavoratori.

Il 4 agosto lo stabilimento chiude per le ferie e inizia il presidio dei lavoratori. Il 7 agosto i vertici di Bekaert accettano di sospendere la procedura per la chiusura. Il 10 agosto il Ministro Luigi Di Maio arriva al presidio dei lavoratori e promette il ripristino della cassa integrazione per cessazione e la reindustrializzazione del sito. Accanto ai dipendenti Bekaert continuano, intanto, a riunirsi politici locali e nazionali, sportivi, personaggi come Sting, e per loro continuano a nascere tante iniziative.

Gli ultimi giorni di settembre arriva finalmente la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto che ripristina la cassa integrazione straordinaria per cessazione d'attività: durata 12 mesi. L'obiettivo adesso è la reindustrailizzazione dello stabilimento. Il 3 ottobre al Mise viene siglato l'accordo: incentivi all'esodo e ai pensionabili, cassa integrazione per cessazione per un anno, che scatterà dal 1 gennaio. Discussi anche i termini delle ipotesi di reindustrializzazione. Il 18 ottobre il Ministro Luigi Di Maio torna tra i lavoratori della Bekaert.

Il 28 marzo scorso in un altro incontro al Ministero dello sviluppo economico si parla di reindustrializzazione, di cinque possibili acquirenti e di ricollocamenti. Intanto anche per i lavoratori della ditta di pulizie scatta la cassa integrazione. Il 3 maggio 52 dipendenti ( poi passano a 64) costituiscono un Comitato per verificare di fattibilità della costituzione di una cooperativa di lavoro attiva in varie produzioni, come quella di cordicella metallica e trafilato per tubi ad alta pressione. Lo scopo è quello di avviare un progetto di impresa per tornare a lavorare nello stabilimento di Figline. Il progetto viene presentato al presidente della Regione Toscana.

A un anno esatto dall'annuncio della chiusura sulla vicenda Bekaert ancora non è stato messo un punto fermo mentre rimane alta l'attenzione di istituzioni, sindacati, cittadini.

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