20.11.2018  08:47

Servizio idrico, il Comitato Acqua Bene Comune ai sindaci: "Qualsiasi decisione sulla gestione passi dai consigli"

di Glenda Venturini
Il 2021 è l'anno di scadenza dell'attuale gestione di Publiacqua: e in questi giorni, fra ipotesi di ripubblicizzazione e proposte di proroga, si decide il futuro del servizio idrico in Ato3. Il Comitato, che si è fatto promotore di mozioni approvate in quasi tutto il Valdarno, torna a chiedere ai sindaci di non prendere decisioni senza prima averne discusso nei consigli comunali


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Data della notizia:  20.11.2018  08:47

"I sindaci non prendano nessuna decisione sulla gestione del servizio idrico senza prima averne discusso nei Consigli comunali del Valdarno": è l'appello che arriva dal Comitato Acqua Bene Comune, nei giorni in cui si fa più acceso il dibattito nella zona dell'Ato3, in vista della scadenza della concessione a Publiacqua. 

L'attuale gestore, infatti, andrà a scadenza nel 2021, e ogni decisione sul futuro dovrà essere presa entro il 2019: ma in realtà potrebbe avvenire molto prima. Sull'eventuale ripubblicizzazione, al posto di un nuovo affidamento in gestione o, ancora, di una proroga (la soluzione proposta da Firenze: allungamento a Publiacqua dal 2021 al 2024) dovranno pronunciarsi, nell'ordine, la Conferenza di Ato3 (in cui sono presenti tutti i sindaci del Valdarno); il Consiglio direttivo di Ait; l'Autorità ARERA e, in ultimo, l'Assemblea dell'Autorità Idrica Toscana, composta da una rappresentanza dei sindaci (due per il Valdarno). 

Ed è per questo che il Comitato Acqua Bene Comune Valdarno ha organizzato una conferenza stampa per lanciare l'appello pubblicamente. Presenti Rossella Michelotti, referente del Comitato; Antonio Ortolani, ex consigliere a Reggello e membro del Comitato; il consigliere di Figline e Incisa Simone Lombardi; la consigliera di San Giovanni Catia Naldini. "Liste cifiche e comitati insieme - hanno spiegato - vogliono lanciare un invito ai sindaci, affinché in queste fasi cruciali si attengano a quelle mozioni, già votate e approvate in quasi tutto il Valdarno, in cui si stabilisce che ogni decisione sul rinnovo della gestione debba passare dai Consigli comunali, meglio ancora se in sedute aperte, per favorire la partecipazione dei cittadini". 

Il Comitato si dice "assolutamente contrario all'ipotesi di prorogare il contratto di gestione a Publiacqua" e spinge per una forma pubblica: "Auspichiamo che si vada verso una società afferente il diritto pubblico e non quello privato, unica strada perché non si facciano utili da redistribuire, ma solo da reinvestire". Nel mirino finisce la gestione Publiacqua: "Non siamo noi a dare i voti, ma l'Autorità ARERA, che ha classificato con giudizi pessimi parametri importanti, come la qualità dell'acqua; il sistema fognario; le perdite; persino le interruzioni di servizio: tutti hanno preso voti fra C ed E, in una scala che va da A (il voto migliore) ad E (il peggiore)".

Infine la questione investimenti: "In tutti questi anni, Publiacqua si è distinta per l'incapacità di realizzare gli investimenti previsti. Nel 2016, a fronte di 73 milioni di euro previsti, ne sono stati realizzati solo 66; nel 2017, su quasi 80 milioni ne ha realizzati effettivamente 76. Senza contare che quasi la metà dei soldi spesi e conteggiati come investimenti, sono in realtà manutenzioni e sostituzioni, mentre opere importanti, come ad esempio a Figline il rifacimento del depuratore, slittano all'infinito senza che si siano stilati nemmeno i progetti definitivi".

"Insomma - hanno concluso Michelotti, Ortolani, Lombardi e Naldini - evidentemente è una gestione non soddisfacente, e non ci convincono le motivazioni che ha evidenziato Firenze nel proporre l'ipotesi di proroga. Ad ogni modo, chiediamo che i sindaci non prendano da soli questa decisione così importante, ma partecipino attivamente alle assemblee che saranno organizzate facendo presente la necessità di discutere prima nei Consigli comunali". 

 

 

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