06.08.2016  10:10

Ad Ambra la bottega di barbiere di Marcello: la tradizione del mestiere da più di 60 anni

di Federica Crini
I clienti di Marcello Ciapi ad Ambra possono contare ancora sulla rasatura fatta con il rasoio a lama come una volta, quando il padre Ferdinando iniziò nel 1950. "Molta passione per questo lavoro, poi la bottega è ormai anche un punto di aggregazione e discussione per il paese"


L’insegna riporta la data del 1950, anno in cui Ferdinando Ciapi ha rilevato l’attività di barbiere ad Ambra. Da allora la bottega è sempre aperta e molto frequentata: adesso c’è il figlio Marcello che da più di 40 anni porta avanti il mestiere. I clienti vengono da tutta la zona e non solo, qui si fermano anche turisti e qualche vip ospite in zona. Nelle pareti sono attaccate le foto che ricordano gli anni dell'attività.

“Nei primi cinque anni vivevamo a Monte di Rota, mio babbo veniva ad Ambra a piedi, circa un’ora e mezzo di cammino, per lavorare qui fino a mezzanotte” – racconta – “Io ho iniziato ad aiutarlo a 14 anni, dopo le scuole medie, alla fine degli anni Sessanta, anche se già da qualche anno venivo nella bottega: in pratica ero un bambino di una decina d’anni quando ho iniziato a imparare il suo lavoro, a capire cos’era un rasoio e come si faceva la barba”.

Poi la scuola di specializzazione ad Arezzo, dove arrivò una proposta di lavoro importante a 17 anni: una commissione da Roma chiese a lui e a un altro ragazzo di seguirli per diventare i barbieri in Parlamento. “Rifiutammo entrambi: ero molto giovane, non mi ero mai spostato da Ambra e  mi dispiaceva venire via, all’epoca i giovani non erano emancipati come oggi”. Dagli anni Settanta inizia poi il lavoro in bottega vero e proprio: un passo naturale ereditare il mestiere del padre e continuare la sua attività nello storico negozio, rimasto più o meno con lo stile di una volta: per la festa ad Ambra di settembre, poi, Marcello espone tutte le attrezzature antiche ereditate. Negli anni poi la partecipazione anche a Campionati Nazionali e Toscani, in cui Marcello si è classificato in alcuni tornei primo e secondo, anche con la squadra provinciale.



A chi viene per una rasatura, Marcello fornisce il servizio in maniera tradizionale, con il rasoio a lama: “Forse l’unico in zona, nella Valdambra, che ancora lo usa”, spiegano i clienti che ogni giorno sono ospiti nelle poltrone del negozio, tra chi aspetta il proprio turno e chi invece è venuto solo per scambiare qualche parola. La bottega, infatti, è diventata un punto di aggregazione e di ritrovo per il paese e per la comunità di Ambra: “Qui si parla di calcio, dell’Usd Ambra, di politica, si passa per un saluto, per un po’ di compagnia, per fare quattro chiacchiere”.

 

 

“La mia attività mi dà molte soddisfazioni, un lavoro che svolgo con passione, volontà e pazienza, che sono fondamentali. Per forza non si fa niente, anche perché qui sei a contatto diretto con le persone dalla mattina alle 8 per circa dodici ore”. C’è qualcuno a cui poter insegnare e tramandare questo lavoro? “Al momento è difficile trovarli, ho provato a proporlo a qualche giovane ragazzo, ma per ora non ho trovato nessuno, viene considerato un lavoro molto impegnativo con molte ore da passare qui in bottega”.

Tra coloro che si siedono nelle poltrone di Marcello per farsi i capelli e la barba non ci sono solo i residenti della zona: “Tra i clienti ci sono Paolo Rossi, che vive ormai a Bucine da anni, un commissario europeo che ha la casa qui vicino, il guardalinee internazionale Lorenzo Manganelli e alcune volte è venuto anche Stefano Braschi (ex arbitro, ora dirigente arbitrale), il professor Bigazzi, il famoso cantautore tedesco Konstantin Wecker. Poi il sindaco e il vicesindaco di Bucine, i giocatori ospiti al Polo Club e molti altri. Una volta sono stato chiamato da una wedding planner per fare la barba a un famoso personaggio dello spettacolo inglese che si sposava in Valdambra e voleva un taglio di barba particolare: non so neanche come hanno fatto ad arrivare a me”, racconta sorridendo.

 

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