Ottant’anni fa l’Italia compiva uno dei passaggi più significativi della sua storia contemporanea: il ritorno alla democrazia, il referendum istituzionale del 2 giugno 1946 e l’avvio della partecipazione politica femminile grazie al suffragio universale. Un momento fondativo della Repubblica che il Comune di San Giovanni Valdarno intende ricordare con un ampio programma di iniziative culturali.
Nasce così “Repubblica 80 – Il suffragio universale e la nascita della democrazia italiana”, il cartellone promosso dall’amministrazione comunale che, dal 23 maggio al 9 giugno 2026, proporrà incontri, presentazioni di libri, convegni e momenti istituzionali dedicati alla riflessione sul percorso della democrazia italiana dalle origini a oggi.
“In questo 2026 in cui ricorrono gli 80 anni dalla nascita della Repubblica Italiana – ha spiegato il sindaco Valentina Vadi – abbiamo sentito l’esigenza di costruire un programma di iniziative che ricordasse quel momento fondamentale della storia del Paese. Nel 1946, dopo il ventennio fascista, si tennero le prime elezioni libere e, con il suffragio universale, anche le donne poterono votare ed essere elette. Da lì nasce la nostra democrazia”.
Accanto al sindaco interviene anche l’assessore alla cultura, che sottolinea il valore profondamente attuale dell’iniziativa:” La nostra intenzione è proprio quella di tornare a riflettere sul 2 giugno a 80 anni di distanza da quel 1946 che segnò la nascita della Repubblica Italiana – ha affermato Fabio Franchi –. Non sentiamo parlare spesso di iniziative su questo tema, se non quelle istituzionali, ma siamo convinti che anche gli enti locali abbiano il compito di sollevare un dibattito su ciò che è stata l’Italia di questi ultimi 80 anni: quale Italia era possibile e quale Italia è diventata. La Costituzione, quando parla di “Repubblica”, non si riferisce solo agli organi istituzionali, ma a tutti noi, ai corpi intermedi, alle associazioni, ai cittadini. È compito di tutti riflettere su questo.”

Il programma, ha sottolineato il sindaco, vuole mantenere un filo rosso tra il 1946 e il presente, attraverso appuntamenti culturali e istituzionali: “Abbiamo organizzato presentazioni di libri, convegni e una mostra dedicata alle 21 donne della Costituente, insieme alla Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane Toscana. Sarà inoltre un’occasione per valorizzare anche la memoria locale, con la consegna di attestati ai familiari degli eletti del primo Consiglio comunale del 1946”.
Tra gli eventi più significativi figura proprio quello del 30 maggio a Palazzo d’Arnolfo, dedicato alla memoria degli amministratori che contribuirono alla rinascita democratica della città nel dopoguerra. Il cartellone nasce anche con un forte intento di riflessione civile e culturale, come ha evidenziato l’assessore alla cultura Fabio Franchi: “La nostra intenzione è tornare a riflettere sul 2 giugno a ottant’anni di distanza. Non si tratta solo di celebrazione, ma di un invito a interrogarsi sull’Italia di ieri e di oggi, sulle sue contraddizioni e sulle sue potenzialità. La Costituzione ci ricorda che la Repubblica siamo tutti noi: istituzioni, cittadini, corpi intermedi”.
Il programma si apre sabato 23 maggio a Palomar – Casa della Cultura con la presentazione del libro “Una repubblica all’italiana. Le ragioni di un paese che non c’è” di Massimiliano De Luca, con gli interventi istituzionali e il contributo del docente Francesco Valdambrini.
Il 26 maggio sarà la volta del volume “La democrazia non è un talkshow” di Giandomenico Crapis, dedicato al rapporto tra televisione e politica, mentre il 28 maggio il giornalista Paolo Borrometi presenterà “Traditori”, un viaggio nelle zone oscure della storia repubblicana. Uno dei momenti centrali sarà il 29 maggio con l’inaugurazione della mostra “Le Madri Costituenti della Repubblica Italiana”, seguita da un convegno dedicato al ruolo delle donne nella nascita della democrazia, con il contributo di studiosi e rappresentanti delle istituzioni.
Le riflessioni proseguiranno il 3 giugno con un incontro dedicato alla costruzione della Repubblica, che vedrà gli interventi di Vannino Chiti e della professoressa Irene Stolzi, mentre la chiusura, il 9 giugno, sarà affidata alla storica e conduttrice televisiva Michela Ponzani con un approfondimento sulle 21 donne dell’Assemblea Costituente.
“Repubblica 80” si configura così come un percorso diffuso tra memoria e contemporaneità, pensato per riportare al centro il valore della partecipazione democratica e il significato del voto come fondamento della cittadinanza.

