Punto nascita del Valdarno: inviato al Ministero il dossier preparato da Asl e Regione. Intanto i parti sono arrivati a 167

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La richiesta di deroga per il punto nascita dell’ospedale del Valdarno, con il nuovo dossier preparato da Asl e assessorato alle infrastrutture della Regione Toscana, è stato inviato questa mattina al Ministero, e dunque ora dovrà essere esaminato anche dal Comitato percorso nascite nazionale. Un esame che dovrebbe avvenire in tempi brevi, e l’auspicio del territorio è che dia esito positivo. La questione è stata al centro della Conferenza dei sindaci del Valdarno che si è riunita stamani, anche per fare il punto sulle nascite: sono in crescita alla Gruccia, a differenza di altri presidi, e secondo le proiezioni sono più vicine alla soglia dei 500 parti.

Ha spiegato Valentina Vadi, presidente della Conferenza dei sindaci del Valdarno: “Abbiamo chiesto a che punto è l’iter relativa alla richiesta di deroga e il Direttore generale Torre ci ha informato che, dopo aver ricevuto un parere positivo dal Comitato percorso nascite regionale, è stata inviata proprio questa mattina al Ministero della Salute, quindi adesso parte proprio l’iter ufficiale vero e reale e tutto sarà di fatto in mano al Ministero della Salute e al Comitato percorso nascite nazionale. Noi auspichiamo davvero che venga accolta questa richiesta di deroga, e ci auguriamo che i tempi siano brevi”.

“Dall’altra parte abbiamo preso informazioni del numero di parti attuali, siamo in questo momento a 167 parti, si prevede di arrivare a fine maggio intorno ai 210, quindi il trend è veramente positivo perché è un punto nascita e in crescita rispetto al numero dell’anno precedente. L’obiettivo rimangono naturalmente i 500 parti”.

Ha spiegato il Direttore generale della Asl TSE, Marco Torre: “Al momento la proiezione ci dà vicino ai 500 ma non ancora ai 500, però questo è di fatto l’unico punto nascita dell’Asl che è con un delta positivo rispetto all’anno scorso. Purtroppo c’è questo tema della denatalità diffusa e anche la nostra Asl conferma il solito trend di decrescita. L’aspetto positivo però è la reazione che hanno avuto i nostri professionisti e le nostre professioniste e il grande lavoro di squadra fatto anche con tutti i sindaci. Lavorando su questo punto nascita è emerso come la nascita non sia un evento ma un percorso che nasce nel territorio, e ancora più quest’anno, che è l’anno della sanità territoriale, tanto che inaugureremo a breve anche la prima casa della comunità Hub con fondi PNRR del Valdarno: la salute è un bene collettivo e la comunità del Valdarno risponde sempre in maniera molto forte”.

Nel merito della relazione e del dossier, Torre ha aggiunto: “Con questa relazione la ASL, insieme alla Conferenza e insieme al contributo fondamentale dell’assessore Boni e del suo assessorato, ha compiuto un lavoro veramente strutturato. Quindi noi crediamo nell’esito positivo di quella relazione e crediamo anche, come è stato detto dalla sindaca Vadi, che la risposta sarà breve. Ovviamente non conosciamo le tempistiche, però confidiamo in una risposta tempestiva e positiva. Chiaramente tutto il lavoro che stiamo facendo, oltre a questo, è stato un lavoro che si sviluppa sempre di più, di forte integrazione tra l’ospedale della Gruccia e l’ospedale San Donato: una complementarietà tra una vocazione a parto naturale, maggiormente qui alla Gruccia, e una vocazione complementare che garantisce standard differenti e procedure differenti al San Donato, con una stratificazione del rischio. Il nostro obiettivo, anche indipendentemente dal parere del Ministero, è di garantire la prossimità dell’evento nascita,  perché una zona come il Valdarno Aretino e una provincia come Arezzo non si possono permettere di perdere un punto nascita importante, ripeto, proprio per garantire la prossimità che significa non solo prossimità e quindi benefici per le mamme e per i neonati, ma soprattutto sicurezza è il nostro obiettivo”.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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