Il comune di Montevarchi non parteciperà all’inaugurazione dell’ampliamento del pronto soccorso della Gruccia in programma domani mattina: ad annunciarlo è il sindaco Silvia Chiassai Martini, che nell’occasione attacca duramente il governo regionale sulla gestione della sanità, e sul buco di bilancio da circa 1 miliardo di euro che la Corte dei Conti ha certificato pochi giorni fa.
“Domani il comune di Montevarchi non si presenterà al taglio del nastro con il Governatore Giani – spiega Chiassai – che viene ad inaugurare un investimento da 3 milioni di euro che è uno schiaffo in faccia a tutto il Valdarno, e il fatto che Giani venga a farci la campagna elettorale è davvero troppo. Ricordo che alla campagna elettorale di cinque anni fa la Regione conferì il riconoscimento di primo livello al nostro ospedale perché era un tema sentito: ma in questi cinque anni il Governatore non ha fatto niente, tanto che questi 3 milioni di euro per il pronto soccorso della Gruccia stridono rispetto ai 105 milioni di euro investiti al San Donato, l’altro ospedale di primo livello di questa provincia. Inviterei Giani a non venire nei nostri territori solo per un taglio del nastro o per la posa di una prima pietra, ma per venire a dirci cosa intende realizzare e investire sul nostro Ospedale perché finora non lo ha fatto”.
Poi, nel merito del bilancio regionale della sanità, Chiassai aggiunge: “La Corte dei Conti qualche giorno fa ha fornito una analisi importante, che ha rilevato la gravità del buco di bilancio legato al sistema sanitario regionale, anche quest’anno intorno al miliardo di euro. Viene dichiarato un costo strutturale, perché non c’è una progettualità per rientrare di questo debito; anzi, c’è un aumento dei costi dei servizi sanitari annuali. Nonostante l’aumento dell’Irpef da parte di Giani, che avrebbe dovuto essere una tantum e invece anche questo è diventato strutturale, non si riesce a ripianare questo debito, che è il più alto di tutte le Regioni italiane, e che non sarebbe colmabile nemmeno con la misura del Payback. Il debito è cresciuto in maniera esponenziale dal 2018 in poi, proprio con l’applicazione concreta delle mega Asl che invece avrebbero dovuto portare risparmi: c’è stata invece una mancanza totale di gestione del sistema sanitario regionale, non c’è programmazione, e ora siamo a rischio commissariamento con un buco di bilancio di 1 miliardo di euro il cui risanamento, ad oggi non attuato, non può passare altro che da tasse aggiuntive”.

