Il Museo del Cassero per la scultura presenta i due libri tattili realizzati dai ragazzi degli IC Mochi e Petrarca

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Il Museo del Cassero per la Scultura oggi ha presentato il nuovo lavoro realizzato in collaborazione con i ragazzi degli istituti comprensivi F. Mochi e Petrarca come parte del progetto “Vorrei andare al Museo“: due libri tattili che serviranno a rendere il Museo ancora più accessibile a persone con disabilità visiva e ai bambini.

Questo progetto, ovvero il progetto di due libri tattili, fa parte della quinta edizione del progetto Vorrei andare al Museo: Percorsi di accessibilità museale, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio e con il contributo dell’Associazione Fratelli Nannicini – spiega la direttrice del museo Federica Tiripelli – Sono due libri tattili realizzati da due classi, una dell’Istituto Comprensivo Mochi e una dell’Istituto Comprensivo Petrarca, sotto la guida delle nostre educatrici museali Teresa Lorusso e Francesca Prestifino e con il supporto con la consulenza scientifica del Museo Tattili Statale Omero di Ancona. Sono libri destinati in primis alle persone con disabilità visiva, ma non solo, perché sono degli strumenti importanti per le attività educative rivolte ai diversi pubblici, dai bambini agli anziani alle persone con disabilità cognitiva. Sono due strumenti fondamentali che si vanno ad aggiungere a quelli già esistenti per le persone con disabilità visiva, nei confronti delle quali il Museo pone particolare attenzione. Abbiamo già realizzato infatti nell’anno scolastico 2023-2024 con l’istituto Magiotti, quindi abbiamo coinvolto più di tre istituti della nostra città. Questo totem sensoriale ha ricevuto proprio quest’anno da parte dell’Università di Macerata il premio inclusione 3.0. I ricavi si vanno ad aggiungere anche ad un percorso di scoperta delle sculture e ad audio descrizioni.

Il replicare anche quest’anno del progetto Vorrei Andare al Museo con queste iniziative fa sì che il nostro Museo del Cassero oltre che alla sua naturale attività di esposizione di opere d’arte fa sì che diventa uno strumento culturale di inclusione e di partecipazione – afferma l’assessore Giacomo Brandi – Le due attività fanno sì che vengano coinvolte le scuole, le famiglie, l’ASP, quindi tutte quelle attività che fanno rete per far sì che la cultura abbia una collocazione determinante per la nostra amministrazione, soprattutto su queste attività di inclusione di cui noi sposiamo ogni progetto.”

Quando pensiamo a un museo, noi immaginiamo un luogo che costudisce il passato e quando invece pensiamo a un RSA, immaginiamo un luogo che costudisce le persone e le loro storie – ci dice la direttrice dell’Asp di Montevarchi Chiara Giotti – Con Vorrei andare al Museo queste due realtà si sono incontrate e scoprono davvero molto in comune. Non si è trattato di portare i nostri ospiti a fare una visita al museo, quanto di creare momenti di condivisione, creare occasioni di dialogo, riattivare un ricordo, suscitare un’emozione.”

I ragazzi ci hanno quindi spiegato il lavoro che c’è stato dietro la creazione di questi libri, uno intitolato “Pietro Guerri e la scultura di Gatone Brilli Peri” e l’altro “Le avventure del principe Ossino“: “Abbiamo fatto un libro per tutti, quindi per i ciechi, per i sordi, per tutti quanti, anche per i bambini – racconta Leonardo Bindi dell’IC Mochi – Prima di tutto siamo partiti dal chiederci che cos’è l’inclusione, dopodiché siamo passati diciamo alla struttura del libro. Abbiamo scritto tutte domande sulla statua, sull’autore, chi era, come mai ha vestito così, abbiamo dato una risposta facendo dei brevi riassunti e poi è venuto fuori il nostro libro, che con l’aiuto del personale del museo abbiamo sviluppato. Abbiamo cercato di mettere delle immagini e dei materiali che ricordino come le cose sono fatte veramente, ad esempio abbiamo messo la pelle per ricordare il vestito. Lo abbiamo fatto anche con altri disegni, ad esempio per le gomme della bicicletta abbiamo messo delle vere e proprie gomme in questo modo uno al tatto può anche rendere può anche rendersi l’idea di cosa sta toccando.”

Questo libro tattile parla del principio Ossino – ci mostra Tommaso Artini dell’IC Petrarca – in questa pagina abbiamo utilizzato per rappresentare gli scheletri della colla e per rappresentare il castello abbiamo utilizzato del cartoncino e per le bandiere della stoffa che abbiamo colorato. A me di questo progetto mi è piaciuto anche soprattutto la realizzazione del libro perché è importante per far vivere le persone che vengono al cassero nel modo migliore. E inoltre sono contento perché questo progetto mi ha reso stimolante e perché ho lavorato con i miei compagni e ho messo in pratica le mie capacità nello disegnare, nello scrivere e nello incollare i materiali.”

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