Figline e Incisa, PSI: “Civici e Riformisti con Enrico Buoncompagni per aprire la strada al cambiamento”

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In vista delle prossime elezioni amministrative a Figline e Incisa del 24 e 25 maggio il PSI – Sezione “Bettino Craxi” traccia una disamina dell’attuale situazione politica a cominciare da quella che ha condotto alle elezioni, “frutto di una scelta responsabile del PSI, che ha inteso sollevare dalla guida del Comune espressioni di incapacità politica e di inettitudine amministrativa che, se protratte per ulteriori tre anni, avrebbero rischiato di far precipitare ancor più in basso il contesto politico, economico e sociale del nostro territorio”.

“Abbiamo provato in ogni modo a responsabilizzare Sindaco e PD sulla necessità di assumere scelte che guardassero all’interesse dei cittadini, in particolare in campo ambientale, a cominciare dal superamento del “porta a porta” a Figline, Incisa e Matassino e dal rinvio dell’introduzione della TARIC, essendo sempre più evidente che Alia-Plures, come poi si è riscontrato, non fosse strutturalmente e organizzativamente pronta a gestire con trasparenza l’applicazione della tariffa puntuale. Ciò anche alla luce delle contestazioni emerse nei Comuni dove era stata introdotta, dando vita ai Comitati No-Taric. Abbiamo sollecitato un intervento complessivo sul tema del rilancio del “Centro Storico”, superando la logica degli interventi spot e frammentati, per dare invece organicità a un’azione amministrativa di respiro quinquennale. È apparso paradossale, nel vuoto di programmazione, che quando abbiamo sottoposto un progetto organico, la reazione sia stata quella di contrastarlo soltanto perché avrebbe potuto apparire come iniziativa del Vicesindaco socialista”.

“Quando abbiamo posto il tema di richiedere alla Regione e all’ASL la costituzione di un tavolo istituzionale per programmare un potenziamento dei servizi ospedalieri al Serristori, ci è stato risposto che, con la realizzazione della Casa della Salute e dell’Ospedale di Comunità, i problemi sarebbero stati superati. Sicuramente queste strutture porteranno benefici alla sanità territoriale, ma riteniamo che il Serristori, per non decrescere ulteriormente, debba acquisire una maggiore centralità nello sviluppo delle proprie funzioni ospedaliere a servizio del nostro territorio. Anche in questo caso, tuttavia, abbiamo capito che, piuttosto che percorrere la strada della trasparenza e del confronto pubblico fra istituzioni, si preferiva proseguire quella delle relazioni interne ai vari livelli del PD, sulla scia di quanto accaduto negli ultimi quindici anni e che ha portato al declassamento del nostro ospedale”.

“Il PSI ha fatto politica sui temi più sentiti dai cittadini, per dare risposte concrete e immediate ai problemi di attualità amministrativa. Ha sollecitato l’avvio di relazioni con i livelli istituzionali superiori — Regione e Città Metropolitana — non solo tramite “passerelle celebrative”, ma con l’obiettivo di restituire a questo territorio investimenti, servizi e infrastrutture in grado di compensare il degrado subito a causa delle grandi opere infrastrutturali di carattere nazionale e regionale, non ultime le casse di espansione dell’Arno. Anche sul tema dell’urbanistica, quando il PSI ha provato a renderlo una questione prioritaria, considerando che il nostro è il Comune più contestato dai tecnici del settore per la complessità burocratica del Regolamento urbanistico, la risposta è stata quella di confermare l’incarico della sua revisione allo stesso studio tecnico che lo aveva redatto”.

“Oggi il PD si affida alla figura di David Ermini per tentare di superare le proprie responsabilità nel governo di questo Comune e nello sfaldamento del centrosinistra, costruendo una coalizione che, stando alle prime dichiarazioni dell’interessato, avrebbe dovuto ricalcare quella che sostiene Giani in Regione, ma che invece si presenta priva di tutta l’area riformista e dei 5 Stelle. Sarebbe interessante conoscere le ragioni per cui il Movimento 5 Stelle non ha voluto associare il proprio simbolo alla candidatura di Ermini. Così come sarebbe interessante capire le motivazioni che hanno portato parte dei militanti di Idea Comune, dell’ex lista Pianigiani, a sostenerlo dopo averlo per anni deriso come democristiano, renziano e per la sua nomina a presidente del gruppo Spinelli di Genova. Ricordiamo che il PSI può permettersi di sottolineare queste contraddizioni poiché, nel 2004, in coerenza con la propria cultura politica, scelse di sostenere proprio Ermini nella sua candidatura a Sindaco di un’area riformista contrapposta a una coalizione “cocomero rosso-verde” che, all’epoca, sosteneva Longini. La vittoria di quest’ultimo determinò l’avvio del depotenziamento del Serristori e un progressivo peggioramento della qualità della pianificazione urbanistica”.

“Non c’è dubbio che su questo punto qualcuno sia fuori posto: o lo è Ermini, che ha scelto di intruppare coloro che più distano dalla sua storia, oppure lo sono quelli che per vent’anni hanno stigmatizzato il suo percorso e il suo agire politico. Appare pertanto paradossale e contraddittorio che Ermini si presenti oggi alla guida di una coalizione che raccoglie intorno a sé tutto il radicalismo di sinistra presente nel PD, insieme ad altre forze e personalità che finora avevano contestato proprio il PD per essersi allontanato dai valori della sinistra. Il PSI ha lavorato per organizzare un’Area Riformista, formata dai partiti di ispirazione democratica, socialista, laica e liberale, da coalizzare con movimenti civici, come elemento di reale novità politica, capace di rappresentare una concreta alternativa a un sistema di potere più interessato a perpetuarsi che a raccogliere le sfide del futuro”.

“Le prossime elezioni amministrative a Figline e Incisa Valdarno sanciranno che l’alternativa al PD e al radicalismo di sinistra non sarà rappresentata dalle forze di destra. La coalizione Civica e Riformista, che esprime Enrico Buoncompagni come candidato sindaco, offre ai cittadini l’occasione di imprimere una svolta ai destini del nostro Comune, guardando al futuro delle nuove generazioni che chiedono più opportunità e condizioni di parità di partenza per tutti, in una società più libera e aperta. Questa è anche la risposta del PSI a quei suonatori e a quelle suonatrici di balalaika che, in questi mesi, hanno cercato in modo penoso e ignobile di accostarci al fascismo e alla destra”.

 

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