28, Giugno, 2022

Una riproduzione della “Madonna in trono con santi” della Chiesa di Santa Berta sarà affissa all’interno del Palazzo comunale

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Lunedì 3 agosto, in occasione del Santo Patrono del comune di Cavriglia, verrà collocata nel Palazzo comunale una riproduzione fotografica della “Madonna in trono con santi”, dipinto recentemente restaurato e oggi custodito all’interno della Chiesa di Santa Berta

Sarà visibile a tutti all'interno del Palazzo comunale di Cavrgilia, anche se sotto forma di riproduzione fortografica, il dipinto della "Madonna in trono con santi", oggetto di un recente restauro. L'originale è custodito all’interno della Chiesa di Santa Berta di Cavriglia, ma nella mattinata di lunedì 3 agosto, giorno in cui Cavriglia celebra il proprio Santo Patrono, verrà collocata una copia fotografica nel Palazzo Comunale di Viale Principe di Piemonte.

Il dipinto negli anni scorsi è stato al centro di un importantissimo lavoro di restauro curato da Corrado Celeste e promosso dal Comitato per il Restauro di Santa Berta, grazie alla donazione del Dottor Stelvio Innocenti, membro del Comitato. La “Madonna in trono con santi” (270 x 185) è un dipinto ad olio su otto tavole lignee di pioppo di varie misure. L'opera, risalente al tardo '500, è al momento senza autore anche se sono in corso di delle ricerche per appurare l'effettiva paternità.

Con il collocamento della riproduzione fotografica della tela, curata da Marco Mugnaini, l'Amministrazione comunale ed il Comitato per il restauro di Santa Berta renderanno omaggio al Santo Patrono del Comune di Cavriglia oltre a far conoscere ai cittadini un'opera d'arte dall'indiscusso valore artistico. L'iniziativa chiude le celebrazioni del “Bicentenario di Santa Berta”, proclamata patrona del Comune di Cavriglia nel lontano 14 maggio 1814.

La storia di Santa Berta
Berta nacque nel 1106 a Vernio da Lotario dei Cadolingi, signore di vasti possedimenti nel contado di Firenze. A 25 anni, era il 1131, abbandonò ogni ricchezza ed entrò in clausura fra le monache benedettine di Santa Felicita. Scelse il monastero, cioè la scuola del servizio del Signore che si basa sull’amore di Dio e del prossimo. Nel 1143 aveva 37 anni quando l’Abate Generale di Vallombrosa la nominò abbadessa del primo monastero femminile vallombrosano. Lei, una monaca benedettina, che aveva abbracciato la riforma vallombrosana per vivere nell’austerità “una ritrovata e profonda spiritualità”, diveniva maestra e guida di molte consorelle. Il monastero di Cavriglia era povero, ma in breve tempo la povertà divenne estrema privazione e la maggioranza delle monache l’abbandonarono per altri monasteri. Dopo cinque anni, il monastero fu chiuso e Berta inviata come abbadessa a Mantignano dove vi rimase per 42 anni. A 84 anni, nel 1190, con poche monache tornò come abbadessa nel monastero di Cavriglia e dopo averlo riparato iniziò la vita regolare anche se vi regnava la più totale povertà. Ben presto si diffuse la notizia del suo ritorno e accorsero numerose giovani e monache attratte da quella vita autenticamente evangelica. Morì dopo sette anni il 6 aprile 1197. Appena morta fu subito proclamata santa dal popolo e poi dalla Chiesa. Il Comune di Montaio, che allora governava questi luoghi, la scelse come Patrona. Dopo che fu istituito (nel 1809) il Comune di Cavriglia, il 14 maggio 1814 l’assemblea del Consiglio Municipale la elesse sua Patrona.

Glenda Venturini
Capo redattore

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