29, Novembre, 2022

Supermercati Il Centro e caso Eurospar, per la Cgil è colpa anche delle liberalizzazioni. “Serve una rivisitazione della legge sul commercio”

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Nei giorni in cui si registra il passaggio da Eurospar a Conad di alcuni punti vendita, e il fallimento con vendita all’asta della catena Il Centro, Massimiliano Bianchi, Segretario Generale della Filcams Cgil di Firenze, commenta: “Nelle due vicende sicuramente ci saranno responsabilità imprenditoriali e gli effetti della crisi, ma anche il portato della legge sulla liberalizzazione selvaggia nel commercio”

Due vertenze simili, in parte collegate, che si stanno avviando verso due soluzioni diverse. Da una parte c'è il caso Eurospar: la Duegi, società titolare, ha firmato la cessione di alcuni rami d'azienda in affitto a Conad Tirreno, e i tre supermercati valdarnesi riapriranno entro metà settembre con il nuovo marchio, e con la riassunzione dei 51 dipendenti a tempo indeterminato. Dall'altra ci sono i minimarket Il Centro: la catena è fallita, la società è in mano al curatore fallimentare e andrà all'asta. Per i lavoratori si prospetta, intanto, la richiesta di cassa integrazione. 

Cosa le accomuna, oltre alla crisi del settore e, in parte, a scelte imprenditoriali poco felici? Secondo il Segretario della Filcams Cgil di Firenze, alla base di queste due vicende ci sono anche gli effetti delle liberalizzazioni. "Nella vicenda del fallimento dei supermercati Il Centro e nelle difficoltà dei punti vendita Duegi – commenta Massimiliano Bianchi – sicuramente ci saranno responsabilità imprenditoriali e gli effetti della crisi, ma anche il portato della legge sulla liberalizzazione selvaggia nel commercio". 

“Abbiamo sempre sostenuto – continua il Segretario generale della Filcams Cgil di Firenze – che liberalizzare le aperture commerciali, il tenere sempre aperto non avrebbe prodotto sviluppo né aumento dell'occupazione, ma maggiore precarietà. Con la chiusura di questi negozi, per la maggior parte di vicinato, nella città e nella provincia di Firenze si impoveriscono le nostre comunità, tanto che molti anziani non riescono più ad avere la possibilità di fare la spesa”.

“Di fronte anche a tale situazione – conclude Massimiliano Bianchi – si rende ancora più necessaria una rivisitazione radicale della legge Monti sulla liberalizzazione sul commercio che riconsegni agli enti locali, alle regioni le prerogative di programmazione. Non può essere il mercato a dettare le nostre reti commerciali, a disegnare le nostre comunità, ma una programmazione che scaturisca dal confronto tra regioni enti locali parti sociali ed economiche”.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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