09, Agosto, 2022

Serristori, Il Comitato Serristori torna sui Patti territoriali

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“Pronti alla protesta se i Patti prevedono un ospedale dimezzato. FdI: “Siamo pronti a scendere in piazza a condizione che vengano coinvolte esclusivamente soltanto le opposizioni e non chi sta in maggioranza”

Questione Serristori: Il Comitato si rivolge direttamente alla sindaca Mugnai ed ai gruppi politici rappresentati nel consiglio comunale di Figline Incisa e ricorda come, in occasione di una recente comunicazione dell’Azienda Sanitaria Toscana, sia stato dichiarato ufficialmente che “La dotazione dell’impianto di osmosi al Serristori, è coerente con le prospettive avanzate nell’ambito della ridefinizione dei patti territoriali, attualmente in corso di revisione con i sindaci dell’area fiorentina sud est ”.

"Quindi, quasi casualmente siamo venuti a conoscenza che ora è in corso una rielaborazione di quegli accordi sulla sanità locale, che nel lontano 2013 furono sottoscritti – e peraltro mai attuati – con all'allora assessore regionale al diritto alla salute Luigi Marroni, da Paolo Morello Marchese (Asl), da Riccardo Nocentini (sindaco Figline), Fabrizio Giovannoni (sindaco Incisa), Cristiano Benucci (sindaco Reggello) e Daniele Lorenzini (Sindaco Rignano). Altrettanto casualmente siamo venuti a sapere che, proprio la questione dei nuovi patti territoriali, sarà discussa domani pomeriggio nel Consiglio comunale di Reggello, a seguito di una sollecitazione in tal senso giunta dal capogruppo del Movimento Cinque Stelle".

"Il Comitato per il Serristori giudica vergognoso che tale discussione non sia avvenuta all’interno del Comune che ospita l’ospedale di zona, che ovviamente è direttamente coinvolto nel contenuto di quei patti che si stanno silenziosamente sottoscrivendo. È difficile trovare le parole adatte per commentare ciò che sta accadendo – dichiara il Comitato per Serristori – La sindaca di Figline Incisa sta prendendo decisioni sul Serristori, escludendo tutti i soggetti – partiti, associazioni e semplici cittadini – che finora si sono interessati al destino dell’ospedale di Figline. Come se in questi anni non si fossero svolte numerose e partecipate manifestazioni pubbliche, come se non ci fossero state dichiarazioni congiunte, prese di posizioni, promesse e quant’altro".

"Il Comitato per il Serristori chiede in primo luogo che l’opinione pubblica sia debitamente informata del contenuto dei nuovi Patti Territoriali, ben prima di giungere alla loro sottoscrizione. In secondo luogo il Comitato avvisa la sindaca Mugnai, l’Amministrazione municipale di Figline Incisa e tutte le altre istituzioni interessate, che non sarà accettata nessuna intesa al ribasso, tale da mettere in discussione il ruolo di ospedale per acuti del presidio di Figline. Il Comune, la Regione e la Asl sappiano che, qualora non sia ripristinato il Pronto Soccorso H24, la sub-intensiva e anche la piena funzionalità delle sale operatorie con i reparti di chirurgia e medicina, il Comitato è pronto a scendere nuovamente in piazza, contando come sempre sull’appoggio spontaneo dell’intera popolazione".

Enrico Venturi responsabile FdI Figline Incisa, Valentina Trambusti responsabile FdI di Zona Valdarno fiorentino, Giorgia Arcamone capogruppo FdI: " Il 4 maggio il capogruppo consiliare Arcamone ha depositato una interrogazione scritta riguardo la possibilità che la Sindaca, nel più completo silenzio politico, stesse firmando dei nuovi Patti territoriali per il Serristori. Per adesso non ci è pervenuta nessuna risposta ma la notizia ci è stata confermata dalla ASL che lo ha accennato in una comunicazione a mezzo stampa riguardante il rinnovamento del Centro Osmosi del Serristori. Riguardo l’appello del Comitato Serristori siamo pronti a scendere in piazza a condizione che vengano coinvolte esclusivamente soltanto le opposizioni e non chi sta in maggioranza e vorrebbe stare contemporaneamente in minoranza perché non condivide le scelte che gli stessi contribuiscono a portare avanti con i loro rappresentanti regionali adesso e da anni con l’unico obiettivo di smantellare la sanità pubblica locale a favore dei grandi presidi".

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