07, Ottobre, 2022

Sanità, Ricci interpella l’assessore regionale Saccardi sul futuro della Gruccia: “Non sarà depotenziato”

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Sul futuro dell’Ospedale del Valdarno l’assessore regionale afferma che “si lavora in una logica di rete, senza dipendere in modo rigido dal DM 70/2015”. Ricci: “Ora basta con le polemiche”

E' uno dei temi che sono stati più al centro della campagna elettorale che volge al termine, a Montevarchi: il futuro della sanità in Valdarno e le prospettive di possibile depotenzialmento del Santa Maria alla Gruccia. Temi su cui Paolo Ricci, candidato sindaco del centrosinistra, ha interpellato l'assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi. 

"Da me interpellata – riferisce Ricci – l’assessore regionale Saccardi ha precisato che “Nessuno intende depotenziare l’ospedale della Gruccia e tantomeno ridurre i servizi socio-sanitari ai cittadini valdarnesi. E’ il momento di mettere la parola fine a tutto questo balletto di menzogne. Il supposto depotenziamento dell’ospedale del Valdarno non ha alcun fondamento e non corrisponde in alcun modo al percorso avviato per la ridefinizione della rete ospedaliera regionale e dell’Area Vasta Sud Est, quella che interessa il Valdarno. La linea d’azione della Regione – ha sottolineato ancora Saccardi – è improntata alla definizione delle funzioni da assegnare alle singole realtà ospedaliere in una logica di rete, senza dipendere in maniera rigida dal DM 70/2015”. Fine delle polemiche", scrive Paolo Ricci.

Il candidato di centrosinistra poi aggiunge: "Certo continueremo a vigilare ed a consolidare l’operatività della Gruccia, ma è ora di puntare a dare nuovi servizi ai cittadini. E’ ora di abbattere le liste di attesa e possiamo farlo se lavoriamo, così come prevede la legge regionale, ad integrare pubblico e privato. Su questo punto Chiassai non chiarisce cosa intende fare. Per essere sinceri non chiarisce mai quali sono i suoi obiettivi veri. Vorrebbe tornare alle 10 aziende con tutti i costi e gli sprechi che importavano? Noi no! Vogliamo puntare ad utilizzare le risorse per rafforzare la medicina territoriale coinvolgendo i medici di base, vero presidio della sanità pubblica".

Glenda Venturini
Capo redattore

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