15, Agosto, 2022

Riparte il turismo nella provincia di Firenze, ma resta l’effetto pandemia: presenze sotto i livelli del 2019

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Riparte, seppur lentamente, il turismo a Firenze e nel territorio provinciale: i dati raccolti dall’Ufficio Statistico della Città metropolitana ed elaborati dal Centro Studi Turistici per l’anno 2021 mostrano che la ripartenza si consolida ma resta comunque sotto i livelli del 2019 con un -66% rispetto al periodo pre-covid. In tutta l’area delle Città Metropolitana si sono registrati 2,1 milioni di arrivi e circa 5,4 milioni di pernottamenti. In leggero progresso i flussi stranieri che hanno realizzato 2,9 milioni di presenze, pari al 54,4% del totale. L’emergenza Covid ha penalizzato soprattutto il capoluogo.

Per quanto riguarda i comuni del Valdarno fiorentino, nel dettaglio: nel 2021 a Figline e Incisa si sono registrati 1.773 arrivi e 22.805 pernottamenti; a Reggello 1.076 arrivi e 4.298 presenze (dunque soggiorni dalla durata molto più breve); a Rignano 143 arrivi e 944 pernottamenti.

I dati ufficiali indicano, nel 2021, un +62.2% di presenze dei turisti negli esercizi ricettivi della Città Metropolitana rispetto all’anno precedente, ma le presenze restano ben sotto i livelli pre-pandemia, quelli del 2019 (-66%). Nonostante gli andamenti discontinui registrati tra la prima e la seconda metà dell’anno, i dati indicano comunque un consolidamento della ripresa. Nel primo semestre, fortemente condizionato dalle restrizioni alla circolazione delle persone, si è registrato solo il 18,2% delle presenze, ma la ripartenza del mercato nel periodo estivo ha consentito un recupero più marcato nella seconda parte del 2021 che ha totalizzato l’81,7% delle presenze complessive. Infatti, gli andamenti migliori sono stati registrati da luglio a ottobre (65%), a differenza dell’ultima parte dell’anno che si è rivelata meno rosea delle aspettative a causa della ripresa dei contagi.

“Pur evidenziando questi segnali positivi, – ha commentato il consigliere della Metrocittà delegato al turismo, sindaco Tommaso Triberti – non possiamo dimenticare che le imprese ricettive hanno sofferto moltissimo, e con loro tutto l’indotto del turismo, e che il futuro prossimo presenta nuove incognite: se le restrizioni dovute alla pandemia a seguito dell’ultimo decreto vedranno un allentamento pressoché totale nell’arco di aprile, la situazione internazionale in continua evoluzione non consente di guardare ai prossimi mesi con l’ottimismo di cui il settore ha grande bisogno.”

Da sottolineare, per il 2021, quanto i flussi turistici di tutti i Paesi siano stati profondamente segnati dalla pandemia da Covid-19, che ha fortemente limitato la mobilità delle persone e ha penalizzato in particolar modo il movimento nelle città d’arte. Infatti, tra le componenti della domanda turistica, quella estera ha evidenziato le maggiori difficoltà di ripresa: rispetto al 2020 le presenze sono aumentate del +75,8% con valori importanti per tutte le principali nazionalità, ma il differenziale con il 2019 segna ancora il -73,9%. Decisamente migliori i risultati della componente domestica che è aumentata del +48,5% rispetto al 2020 e il differenziale con il 2019 è sceso al -46,7%

Tra i Paesi che hanno mostrano il maggiore decremento di presenze rispetto al 2019 risultano soprattutto quelli extraeuropei: Giappone (-98,2%), Corea del Sud (-97%), Brasile (-96,6%), Cina (-96,4%) e Stati Uniti (-81,7%). A seguire troviamo le principali provenienze europee, che tranne alcune eccezioni, segnano nel complesso valori meno negativi: Paesi Bassi (-23,7%), Germania (-29%), Svizzera (-33,6%), Austria (-33,8%), Belgio (-36,5%), Francia (-43%), Spagna (-71%), Regno Unito (-89,7%).

Per quanto riguarda, invece, le tipologie di strutture ricettive, il recupero migliore è stato conseguito dal comparto alberghiero, che rispetto al 2020 ha segnato il +62,5%, mentre il comparto extralberghiero si è fermato al +61,9%. Se si guarda la dinamica rispetto al 2019 allora emerge la sofferenza delle strutture alberghiere che segnano il -71,1% di presenze; leggermente migliore il dato dell’extralberghiero che si attesta al -59%.

La Città Metropolitana di Firenze e i quattro ambiti turistici che insistono sul suo territorio (Firenze e Area fiorentina, Chianti, Empolese Valdelsa Montalbano, Mugello) stanno costruendo un Osservatorio turistico di scala metropolitana “per offrire a operatori ed enti uno strumento di analisi che permetta una conoscenza approfondita dei flussi turistici di una destinazione, incentrato su dati di natura sia quantitativa che qualitativa, per consentire la conoscenza di ciò che è accaduto nella destinazione a consuntivo, in tempo reale e con una prospettiva previsionale nei successivi 2/4 mesi, tenendo conto di tutte le tipologie di visitatore (chi soggiorna in strutture ricettive ufficiali e non, e chi visita la destinazione senza pernottare)”.

L’Osservatorio sarà attivo da maggio 2022 per tre anni, e sarà improntato alla più completa collaborazione con gli strumenti di analisi messi in campo dalla Regione Toscana e da Toscana Promozione Turistica, e con i Comuni del territorio metropolitano.

 

Glenda Venturini
Capo redattore

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