Referendum Costituzionale, le ragioni del ‘Si’ spiegate dall’avvocato Andrea Frosali

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In vista del Referendum Costituzionale, che si terrà il 22 e il 23 marzo prossimi e che verte sulla separazione delle carriere tra Giudice e Pubblico Ministero, sullo sdoppiamento del Csm e sulla Corte disciplinare, cerchiamo di fare chiarezza attraverso due avvocati del Valdarno. Oggi l’avvocato Andrea Frosali, vice presidente Camera penale di Arezzo, ci spiegherà le ragioni del ‘Si’. Domani l’avvocato Donella Bonciani, invece, quelle del ‘No’.

Avvocato Andrea Frosali: “Intanto secondo me, il cittadino, dovrebbe andare a votare perché comunque la giustizia, come ci dice l’articolo 101 della nostra Costituzione, amministrata in nome del popolo, quindi il popolo, cioè noi, siamo chiamati in questo caso a decidere se le regole che attualmente governano la magistratura sono adeguate o meno. Noi come Camere Penali sono decenni che sosteniamo l’opportunità di separare le carriere e quindi il sì, a nostro modo di vedere, è giustificato dal fatto che con l’introduzione del codice Vassalli nel 1989 si sono separate bene le funzioni processuali, cioè a dire siamo passati da un sistema inquisitorio, dove c’era un PM che era un mezzo giudice e un giudice era mezzo PM, per semplificare, a un sistema dove invece sono ben separate le funzioni processuali. Abbiamo un giudice, abbiamo un pubblico ministero che esercita le funzioni dell’accusa, quindi fa le indagini e poi scrive l’imputazione che sarà quella sulla quale il giudice deve decidere e c’è un avvocato che assiste l’indagato imputato. Quindi questa separazione delle funzioni processuali, che il codice nuovo ha introdotto, a nostro avviso, deve essere accompagnata anche da una modifica ordinamentale.

Il codice dice anche che “il giudice deve essere terzo e imparziale e che il processo si svolge nel contraddittorio tra le parti. Quali sono le parti? Le parti sono da un lato il pubblico ministero che esercita l’accusa, dall’altro lato il difensore che assiste l’imputato. E chi è il terzo? il giudice. Allora, per quale motivo, sosteniamo noi, il giudice deve condividere con una delle parti, cioè con il pubblico ministero, la carriera? e per quale motivo un unico organo di governo di queste carriere, cioè l’attuale CSM, deve avere dentro sia giudici che pubblici ministeri? [….] Chiaramente poi il fatto che abbiano carriere separate implica anche il fatto che ci siano due organi di governo separati e quindi è giusto che vi siano due CSM, uno per i magistrati inquirenti, cioè i PM, e uno per i magistrati giudicanti”.

Il sorteggio: “Con questa riforma, se vince il sì, si procederà non più ad elezione, ma ad un sorteggio. Perché ci si chiede il sorteggio? Non è forse eccessivo, non è forse punitivo nei confronti della magistratura. No, non lo è. Perché? Perché purtroppo dopo otto tentativi di cambiamento della legge elettorale del CSM non è stato risolto il problema del correntismo. Il correntismo è una patologia. Il correntismo oggi è un problema da risolvere. Il sorteggio è un metodo che probabilmente lo può risolvere perché elimina il legame tra il capocorrente che ti consente di essere eletto al CSM e te che sei eletto e che quindi dovrai in qualche modo rendergliene conto. Questo è un aspetto che secondo noi è molto importante per risolvere il problema del correntismo e rendere ai giudici l’indipendenza e la libertà giusta che devono poter avere anche quando sono in un organo come il CSM”.

“L’ultimo aspetto riguarda la cosiddetta alta corte che è il nuovo giudice disciplinare dei magistrati. Cioè adesso il disciplinare è gestito all’interno del CSM con una sezione che si chiama sezione disciplinare. La riforma intende invece togliere questa competenza al CSM, ai due CSM. e affidarla a un altro organismo che si chiama Alta Corte. Questo perché anche il giudice disciplinare deve essere terzo ed indipendente”.

 

L’intervista integrale

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