24, Luglio, 2024

Quattro nuovi Digital Champions in Valdarno: un percorso di digitalizzazione per Montevarchi, Terranuova, Loro Ciuffenna e Cavriglia

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Dopo le nomine nazionali, che hanno visto per il Valdarno l’incarico a Mirko Lalli, nelle scorse settimane sono stati individuati i referenti del progetto per i primi comuni italiani, tra cui Chiara Ferretti per Cavriglia, Tommaso Tarquini per Loro Ciuffenna, Marco Bronzi a Terranuova e Matteo Belardi per Montevarchi

Dopo la nomina di Mirko Lalli tra i 100 Digital Champions nazionali, avvenuta lo scorso novembre, sono stati ufficializzati gli incarichi anche dei referenti dei primi comuni, tra cui quattro in Valdarno: Chiara Ferretti per Cavriglia, Matteo Bronzi per Terranuova, Matteo Belardi a Montevarchi e Tommaso Tarquini per Loro Ciuffenna. Come annunciato da Riccardo Luna alla presentazione del progetto, infatti, l’obiettivo era di individuare una persona di riferimento per ogni comune italiano entro pochi mesi.
 
Le nomine al momento sono 447, alcune definite direttamente dai primi 100 Digital Champions o Riccardo Luna, responsabile del progetto, oppure per la selezione dei curriculum inviati attraverso il sito internet. Il loro compito è quello di collaborare con le pubbliche amministrazioni per un’alfabetizzazione digitale, aiutando nella digitalizzazione di servizi, della scuola, dell’imprenditoria e di altri progetti.
 
Valdarnopost ha interpellato i quattro Digital Champions del Valdarno per conoscere le loro idee su interattività e sul progetto.
 
Quali saranno i vostri obiettivi per il comune e territorio di riferimento?
Belardi: “Le idee e gli obiettivi per Montevarchi potrebbero essere tanti, come ad esempio gli opendata o la wifi, ma credo la cosa più importante sia quella di creare un percorso strutturato di digitalizzazione, condiviso tra la pubblica amministrazione locale e i cittadini. Questo permetterebbe a tutti di conoscere il progetto europeo e di proporre soluzioni o indicare esigenze. Credo che su tutti emerga questo obiettivo primario: la tutela dei diritti digitali, ma anche la possibilità di avere una vera e propria social PA, cioè la possibilità di utilizzare il digitale per costruire un dialogo costruttivo, interattivo e semplice fra cittadini e comune. È ciò che già succede in molti ambiti del privato, dove un guasto o una segnalazione dell'utenza avviene tramite applicazioni o canali social, come ad esempio Facebook o Twitter.
 
Bronzi: “Ancora forse è presto per pensare a determinate azioni da fare. Penso che la rete abbia importanza quando è tutto il territorio che si trova allo stesso livello. L'obiettivo sicuramente sarà quello di collaborare con gli altri Digital Champions del Valdarno, dal momento che senza dubbio avremo obiettivi comuni come creare connessione per tutti, in tutti i sensi, e rendere il digitale un tema caldo per il Valdarno. Lo dico sempre: la connessione ora è paragonabile all'acqua corrente”.

Tarquini: “Mi piacerebbe utilizzare la rete per aggregare tutto il territorio comunale, frazioni incluse, per favorire la promozione turistica digitale grazie alla creazione di un network attivo composto da istituzioni-cittadini-associazioni. Il comune, definito "uno dei borghi più belli d'Italia", potrebbe sicuramente trarre vantaggio da questa aggregazione sul web per arricchire la propria immagine turistica”.
 
Ferretti: “Mi sono candidata come Digital Champion di Cavriglia perché ho sempre voluto dare il mio contributo: credo fermamente che si possa migliorare la vita delle persone con questo meraviglioso strumento che sia chiama Internet. Dove vivo, San Cipriano, non ho copertura 3G al cellulare (assurdo, se si pensa che a 4km da casa mia ci si collega già col 4G) e spesso le reti hiperlan (il wi-fi sostitutivo dell’ADSL) hanno problemi. Non abbiamo banda larga e siamo nel 2015. Io mi sono candidata e grazie anche al sostegno di chi già conosceva il mio operato ho ottenuto la nomina”.

Cosa ne pensate del progetto dei Digital Champions a livello nazionale?
Belardi: “Conoscevo il progetto e proprio per la bontà dello stesso mi sono candidato. Credo che sia un'attività molto importante e in Europa i Digital Champions stanno conquistando risultati interessanti, creando anche reti di persone per la realizzazione di progetti soprattutto di alfabetizzazione ed educazione digitale anche per i più piccoli. L’utilizzo consapevole di mezzi e strumenti web è oggi necessario perché la rete è una risorsa infinita per la valorizzazione di un territorio e conoscerla meglio fa bene ai suoi cittadini e a tutta la comunità”.
 
Bronzi: “Il progetto è più che interessante ed è fondamentale che anche in Italia si abbia una certa sensibilità per il digital. La mia formazione non è prettamente informatica, anzi: sono laureato in economia, lavoro nel mondo del Graphic Design e della comunicazione e non sono l'unico tra i DigChampion ad avere un background simile. Si capisce che il digitale è un tema trasversale che tocca anche (se non soprattutto) aspetti sociologici. L'unica cosa che non mi piace? Il nome. Essere definiti "champions" mi fa sempre sorridere.
 
Ferretti: “Noi campioni locali non siamo necessariamente migliori di altri, ma siamo persone competenti con alle spalle una “squadra nazionale” in grado di supportarci sui vari argomenti. Molti di noi già si dedicavano volontariamente e gratuitamente alla realtà digitale del nostro territorio; continueremo a farlo anche da domani, ma tutti assieme in una grande rete capillare, dando a chiunque la possibilità di seguirci in tempo reale sul sito”.
 
Tarquini: “L'iniziativa dei Digital Champions e l'approccio di Luna a mio avviso si pongono "on top" sulle regole scritte che dovrebbero supportare la diffusione della cultura digitale. In Italia troppo spesso le regole significano tempi lunghi se non lunghissimi; in questo modo, con la presenza diretta sul campo, apriamo invece un canale di ascolto privilegiato e immediato, in grado di dare velocemente risalto ad eventuali problemi e inadeguatezze”.
 

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