20, Luglio, 2024

Pressing delle categorie economiche sulla questione dei tributi locale. Si apre un tavolo di lavoro

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A confronto esponenti del mondo economico e produttivo del Valdarno, e delle amministrazioni locali. Il primo campo di lavoro sarà relativo ai regolamenti Cosap e Suap. Ma l’obiettivo è puntare alla riduzione delle imposte locali

Continua il pressing del Comitato delle Categorie economiche del Valdarno aretino sulle amministrazioni locali, per chiedere politiche di efficientamento orientate alla riduzione delle imposte locali gravanti sulle imprese.

Imu, Tasi e Tari sono nell'occhio del ciclone: "Risultano ormai a dei livelli tali da non giustificare più ulteriori incrementi – scrivono i rappresentanti del mondo economico – ma anzi sarebbero necessarie e proficue, per il bene del territorio nel suo complesso, delle scelte verso una loro riduzione nel breve-medio termine".

Il Comitato, composto da Cna, Confartigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio e Confesercenti, ha avviato nel 2014 una campagna di confronto con le amministrazioni locali, incontrando sia con i singoli sindaci, sia con la conferenza dei sindaci nel suo insieme, e ha elaborato proposte e comunicazioni mirate a sensibilizzare e stimolare gli amministratori a porre particolare attenzione alle imprese del territorio.

Un primo risultato concreto di questa attività è il tavolo di lavoro che partirà nei prossimi giorni, composto dai tecnici delle amministrazioni comunali, e da referenti delle categorie dell’industria e dell’artigianato e del commercio: lo scopo iniziale di questo tavolo di lavoro è quello di analizzare, per poi revisionare e uniformare i regolamenti Cosap e Suap.

L'obiettivo successivo, però, è di puntare all’analisi dei Regolamenti e delle tariffe delle imposte Imu, Tasi e Tari per tutto il Valdarno aretino. "Nel frattempo continua l’attività di sensibilizzazione sulle amministrazioni locali, a cui chiediamo di non prendere nemmeno in considerazione, seppur minimi aumenti delle imposte; se non vogliamo cancellare il tessuto imprenditoriale del territorio, piuttosto che ipotizzare incrementi, invitiamo fortemente i Sindaci e le Giunte comunali a valutare qualsiasi altra soluzione possibile che non peggiori la pressione fiscale alle aziende rimaste".

"Sulla Tari, per esempio, invitiamo i sindaci a valutare l’eventuale rimodulazione della consistenza e della modalità del servizio e in generale a porre attenzione anche alla rateizzazione dei pagamenti. Un territorio, una nazione, sono competitivi nel momento in cui le aziende che vi risiedono riescono ad essere competitive nell’economia mondiale ed è questo successo che garantisce un livello di vita elevato e crescente ai propri cittadini".

"È indispensabile quindi – concludono le Categorie economiche – che ognuno faccia bene la propria parte, le imprese e le amministrazioni: le scelte dei Comuni possono favorire o svantaggiare le imprese locali con forti ripercussioni sulla loro competitività. Con questo forte richiamo il Comitato incita la politica locale ad impegnarsi per supportare le imprese rimaste affinché possano svilupparsi ed incrementare l’occupazione, garantendo un benessere sociale diffuso, e per stimolare la nascita di nuove attività". 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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