12 km di strada bianca che costeggia il crinale del Pratomagno, dal rifugio di Secchieta fin quasi alla Croce, secondo un progetto della Regione Toscana d’intesa con i comuni di Castel San Niccolo’ e Montemignaio, verranno asfaltati. E scatta subito la protesta del Gruppo Azione Teatrale a Difesa del Pratomagno, di associazioni di livello nazionale, regionale e locale, di professionisti, del Circolo PRC del Valdarno aretino e di tante altre realtà e cittadini sfociata in una raccolta di firme.
La strada attraversa e lambisce le Zone Speciali di Conservazione (ZSC) della Rete UE “Natura 2000”, denominate “Vallombrosa-Bosco di S. Antonio” e i “Pascoli montani e cespuglieti del Pratomagno”, nelle quali vivono più di 40 specie floristiche di grande valore ecologico e naturalistico e trovano rifugio 14 rare specie animali di interesse comunitario e internazionale (vari passeriformi di prateria sommitale, picchio nero, aquila reale, astore, biancone, piviere tortolino, puzzola, gatto selvatico, gambero di fiume e il rarissimo ululone appenninico).
Alla decisione della Regione Toscana si sono opposti con un documento, sottoscritto già nel 2023, 41 studiosi e ricercatori (biologi, naturalisti, geologi, forestali) e 22 associazioni di rilievo nazionale e locale. Nel documento si evidenzia che “tale progetto confligge pesantemente con le misure di conservazione e di tutela previste dai piani di gestione delle due zone di conservazione appena ricordate, nonché con quelle contenute nel Piano Paesaggistico del Valdarno Superiore – entrambi i piani essendo stati sviluppati e approvati dalla Regione stessa (il piano paesaggistico usando fondi europei)”.
Non solo, il progetto ha ricevuto parere fortemente negativo da parte di ISPRA Ambiente (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, afferente al Ministero dell’Ambiente), parere critico della Soprintendenza per i Beni culturali e artistici di Arezzo e parere negativo da parte dei Carabinieri Forestali che gestiscono la Riserva di Vallombrosa.
La petizione online (“NO all’asfalto nelle aree protette del Pratomagno!”, change.org) ha raccolto finora oltre 4.500 firme.
“Il Pratomagno, patrimonio comune e crocevia di comunità, scrigno di biodiversità e di ecosistemi naturali ancora funzionali, già oggi minacciato da un’eccessiva (non controllata) presenza di visitatori, non può sopportare altre ferite – si legge nel comunicato di Gruppo Azione Teatrale a Difesa del Pratomagno – Si tratta di un’idea di progetto ancorata a idee arcaiche basate sul cemento, sull’asfalto e sul turismo motorizzato mordi-e-fuggi. In una Regione che è leader mondiale nella valorizzazione delle strade bianche (es: via Franchigena, Via degli Dei, Eroica ecc.) Si teme e sospetta, prove alla mano, che dietro questa idea apparentemente insensata ci siano interessi legati alla estrazione del legno (o magari creare un bel sito industriale eolico). La Regione Toscana ha passato infatti alla chetichella, a fine legislatura (Agosto 2025), un allentamento della legge forestale che facilita il disboscamento – proprio quando i boschi servirebbero di più per combattere l’inasprimento del cambiamento climatico.
Riconosciamo la necessità di una regolare manutenzione e messa in sicurezza della strada bianca in questione: i quasi due milioni di euro stanziati per l’asfaltatura potrebbero essere usati per coprire i costi di un tale lavoro di manutenzione per i prossimi 36 anni (impiegando manodopera locale)”.
“Il 21 Ottobre scorso la Regione ha dato parere positivo alla valutazione di incidenza ambientale, attraverso un procedimento che considerarlo indipendente risulta assai difficile (la Regione valuta l’impatto ambientale su progetti da lei stessa promossi…); e basandosi su uno studio di incidenza ambientale lacunoso e insufficiente che non identifica minimamente il principale e più logico impatto che questo progetto avrà: aumentare in maniera imprevedibile ed esponenziale il numero (già oggi troppo altro e incontrollato) dei visitatori. Ovvero proprio la principale minaccia identificata nei piani di gestione delle 2 aree protette della UE. La VINCA tuttavia prescrive una serie di misure di mitigazione che, se realizzate in concreto, aiuterebbero a limitare in qualche modo- non si sa quanto- l’impatto dell’opera”.
Mirko Vichi, segretario PRC Valdarno aretino: “Una scelta che non ha nulla di ecologista, e che contraddice ogni principio di tutela ambientale tanto sbandierato da chi oggi siede in giunta — compresi i nuovi arrivati come Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Dove sono finite le promesse di mettere l’ambiente al primo posto? La domanda alla Giunta regionale è una, semplice e diretta: era davvero indispensabile asfaltare una strada di crinale che attraversa due aree protette europee e ricade nel Piano Paesaggistico regionale? Chi ama la montagna, chi crede in un futuro sostenibile, chi rifiuta la logica dell’asfalto e del profitto a ogni costo, non può restare in silenzio. Il Pratomagno non è una pista: è un ecosistema, è bellezza, è vita”.

