Partiti i lavori alla cassa di espansione di Prulli: sarà la più grande in Valdarno. Sopralluogo di Giani al cantiere

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Sono iniziati i lavori di realizzazione della cassa di espansione di Prulli: l’opera, la più grande in Valdarno, si estenderà per circa 5 chilometri di lunghezza, 140 ettari di superficie, e una volta completata permetterà di accogliere circa 7 milioni di metri cubi d’acqua in caso di piena dell’Arno. La cassa viene realizzata sulla riva destra dell’Arno, interamente nel territorio comunale di Reggello, lungo il tracciato della Pian di Rona; sarà divisa in due moduli, collegati tra loro all’altezza del torrente Chiesimone, e comprenderà 11 opere di presa con paratoie, come quelle già realizzate a Pizziconi, che saranno aperte in caso di necessità; e quattro opere di restituzione, due per ogni modulo, che permetteranno all’acqua di defluire lentamente in Arno una volta terminata l’emergenza.

L’investimento complessivo è di circa 72 milioni di euro. I tempi di realizzazione e completamento dell’opera sono previsti in circa 4 anni.

Questa mattina il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha compiuto un sopralluogo sul posto insieme ai responsabili dell’opera, la Protezione civile, il sindaco di Reggello. Giani, che ha voluto testare uno dei macchinari usati in questa fase per l’abbattimento delle piante, ha poi spiegato: “Questa è la cassa d’espansione della svolta, noi abbiamo già inaugurato la cassa d’espansione a Pizziconi, qualche centinaio di metri più a nord, che riesce a raccogliere 3 milioni e 800mila metri cubi d’acqua, ma questa di Prulli quasi la raddoppia, in questa possono entrare 7 milioni metri cubi d’acqua. È evidente che quando anche questa sarà pronta noi sappiamo che fra i territori di Reggello, di Figline e Incisa, possono essere raccolti più di 10 milioni di metri cubi d’acqua. E questo a prevenzione dello scorrimento con l’Arno verso valle. Questa è un’opera con 11 prese idrauliche: quelle a monte fanno entrare l’acqua, le quattro a valle sono quelle che nel momento in cui si è scampato il pericolo e l’Arno ha ripreso il suo corso normale liberano la cassa d’espansione portando l’acqua nuovamente dentro l’Arno quando la sua portata è minore. E sono tutte prese idrauliche che vengono governate proprio attraverso lo stato previsionale di quella che è la massa d’acqua che arriva”.

“Sono complessivamente 72 milioni di euro di opera – ha aggiunto Giani – quindi un’opera grandiosa da un punto di vista della realizzazione e devo dire che mi sento contento perché stiamo procedendo con decisione a quelle opere che mettono in sicurezza l’Arno su Firenze. Quando saranno tutte realizzate, compresa quella di Leccio, compresa quella di Restone che è dall’altra parte dell’Arno nel comune di Figline e Incisa, la capacità che potremo offrire è quella di 3.500 metri cubi d’acqua sotto il Ponte Vecchio. Quando arrivò l’alluvione a Firenze il 4 novembre del 1966, lì  sotto passarono 4.300 metri cubi d’acqua. Ecco, aver avuto queste casse avrebbe evitato l’alluvione a Firenze”.

Il sindaco di Reggello, Piero Giunti, nell’occasione ha chiesto alla Regione interventi puntuali per la messa in sicurezza di alcuni accessi alle aziende dei Piani della Rugginosa e ad alcune abitazioni. Ha spiegato Giunti: “Questa cassa è interamente nel Comune di Reggello, vedendo il progetto è la più grande da un punto di vista anche di capacità di contenimento dell’acqua che sono 7 milioni di metri cubi, quindi un intervento importante che contribuirà a mettere in sicurezza l’Arno e ovviamente la città di Firenze. La riflessione che mi viene di fare è che questo territorio sta facendo la sua parte, sta dando tanto per un progetto più ampio dove veramente andiamo a contribuire per la messa in sicurezza della città. Orgogliosi di questo, ma al tempo stesso anche su questo territorio non dobbiamo dare mai più scontato quanto stiamo facendo veramente per l’area metropolitana, per l’area vasta, per la nostra regione”.

“Visto che quest’area sta facendo la sua parte – ha aggiunto il sindaco – la cosa importante è che vengano anche da subito realizzati quegli interventi propedeutici a mettere anche in sicurezza le nostre zone pregiate. Abbiamo una zona industriale, Piani della Rugginosa, che sarà coinvolta e anche una zona residenziale all’interno della cassa d’espansione, quindi la cosa che io ho chiesto alla Regione Toscana e al Presidente Giani è che da subito vengano fatti questi interventi per permettere di continuare a quell’area industriale di poter lavorare in sicurezza ed essere anche accessibile in sicurezza; e ovviamente alla zona residenziale di permettere poi tutta la viabilità alternativa. L’impegno della Regione Toscana c’è, quindi di questo sono soddisfatto e nei prossimi mesi saranno fatti questi interventi”.

L’ingegner Giacomo Gellini è amministratore della Società Consortile esecutrice dei lavori, la Pantarei Scarl. “Il lavoro vero e proprio sta iniziando adesso, perché finora sono stati eseguiti interventi preliminari, principalmente la bonifica da ordigni bellici. E a questo punto possiamo iniziare in destra idraulica il lavoro principale. Vediamo alle nostre spalle la preparazione del campo base dove verrà installato un impianto per la preparazione del calcestruzzo fatto in sito, e tutto l’allestimento dei cantieri. L’abbattimento delle piante è iniziato da un po’, è ancora in corso e andrà avanti. Poi, come programma di lavoro, abbiamo concordato di iniziare fondamentalmente con le opere al Chiesimone e con l’opera di presa. Queste sono le fasi essenziali del lavoro da cui cominceremo. Per dare solo un senso della dimensione, in tutto il lavoro sono previsti circa un milione e mezzo di metri cubi di terra movimento. E come altri numeri importanti del lavoro che danno un’idea, la casa si espande per circa 144 ettari e ci sono circa 70.000-75.000 metri cubi di cemento armato che verrà realizzato tra paratoie, argini e opere varie”.

 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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