17, Agosto, 2022

Manca il medico, impossibile donare il sangue: proteste stamani al Serristori

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Il fatto segnalato dal presidente dell’Avis di Figline, Gino Calvani, che ha scritto una lettera al presidente di Avis Toscana. Per mancanza di un medico i donatori che si erano presentati stamani al Serristori non hanno potuto donare. “Episodi di questo tipo non dovrebbero accadere”

Sono tornati quasi tutti a casa senza poter donare una sola goccia di sangue, i volontari che stamani si erano presentati all'ospedale Serristori per effettuare la donazione. E questo perché non era presente un medico, figura indispensabile per la donazione. Episodio spiacevole, che ha spinto il presidente di Avis di Figline, Gino Calvani, che ha assistito all'accaduto, a scrivere una lettera al presidente di Avis Toscana, Luciano Franchi. 

"Esprimo tutto il mio rammarico e la mia delusione – scrive Calvani – per quanto accaduto stamattina al centro trasfusionale dell'ospedale Serristori di Figline Valdarno. Mi sono recato ad assistere una donatrice, della quale avevamo prenotato la donazione tramite C.R.S., alla sua prima donazione di sangue, e, dopo alcuni minuti, ci siamo sentiti dire, assieme ad un'altra decina di donatori che stavano attendendo, che, non era possibile procedere alle donazioni, in quanto mancava la presenza di un medico!". 

Niente da fare, dunque, per chi voleva donare il sangue. Calvani aggiunge: "La nostra stima e comprensione va a tutto il personale del centro trasfusionale, dagli infermieri al responsabile dottor Vocioni che conosciamo e stimiamo sia per la sua professionalità che per il suo impegno che non è mai venuto meno; conosciamo bene i loro sacrifici ed il loro impegno sia personali e collettivi, che ogni giorno dimostrano, per mantenere aperto e funzionante il centro trasfusionale, ma chiediamo che fenomeni di questo tipo non debbano accadere, e chiediamo che chi è responsabile, per rispetto a tutti coloro che operano coscienziosamente, debba in qualche modo pagare per gli errori che commette". 

Vani anche i tentativi di presentare ufficiale protesta per la situazione che si era creata al centro trasfusionale dell'ospedale. "Abbiamo anche provato a cercare di esprimere il nostro rammarico tramite una protesta all'ufficio amministrazione della direzione sanitaria dell'ospedale, ma l'ufficio era chiuso! Dopo una mezz'ora, quando ormai erano le 09,15, tramite il personale infermieristico, abbiamo saputo che il dottor Vocioni era riuscito a trovare un medico disponibile e che sarebbe stato sul posto, entro 35 o 40 minuti". Tanto tempo, per chi voleva donare il sangue: "Molti donatori se ne sono andati, e vorrei proprio sapere come si è svolta la raccolta, pensando che alle 10,30 passa il corriere che, entro e non oltre quell'ora, deve necessariamente ritirare sangue e plasma appena donato per portarlo al centro raccolta!". 

Il presidente di Avis Figline Gino Calvani chiude la sua lettera sottolineando non solo la rabbia per quanto accaduto, ma anche "la delusione e la tristezza di chi, assolutamente gratis e con impegno quotidiano, si dedica al servizio della raccolta sangue per il bene di chi soffre e della comunità in cui vive".
 

Glenda Venturini
Capo redattore

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