25, Settembre, 2022

Ipotesi stadio della Fiorentina in Valdarno, Grandis (M5S): “Progetto da accantonare”

Più lette

In Vetrina

Il consigliere comunale reggellese del Movimento 5 Stelle critica le posizioni di apertura dei sindaci del Valdarno fiorentino, nei confronti dell’appello lanciato da Commisso. “Con tutte le criticità aperte sul fronte viabilità, e con il rischio di cementificazione ulteriore del territorio, questa è soltanto un’altra prova di leggerezza degli Amministratori”

Non piace al Movimento 5 Stelle reggellese, l'ipotesi che sia il Valdarno fiorentino ad accogliere il nuovo stadio della Fiorentina. "Apprendiamo dalla stampa che la proposta di Rocco Commisso è stata ben accolta e quasi contesa dai sindaci della vallata. Ma le belle ed allettanti proposte comportano dei costi che pagheranno i cittadini del Valdarno e che i primi cittadini devono mettere sul piatto della bilancia", afferma Roberto Grandis. 

Se l'apertura da parte della sindaca di Figline e Incisa Giulia Mugnai è stata pubblica, sembra però che anche da Reggello e, forse, da Rignano, siano partiti possibili interessamenti di fronte alle parole di Rocco Commisso, presidente del club viola, in merito alla ricerca di spazi per realizzare il nuovo stadio. "Lo stadio della Fiorentina – sottolinea Grandis – è una struttura che non comprende solo il campo da calcio e le gradinate (coperte) ma un centro commerciale, alberghi e forse anche altro, attualmente oggetto di trattativa". 

"Questo comporterà la necessità di progettare e creare infrastrutture proporzionati al numero di tifosi che attrarrà. Nello specifico – aggiunge il consigliere M5S – si tratta di prevedere la cementificazione in aree verdi, attraversamento di circa 30mila mezzi di trasporto concentrati in poche ore in andata e ritorno, con relativo aumento esponenziale di inquinamento. A questo si devono aggiungere problemi di ordine pubblico, e a livello sociale l’ulteriore svuotamento dei centri storici per raggiungere i centri commerciali".

"Quei Sindaci che subito hanno alzato la mano per offrire prontamente il proprio territorio, non sono però mai così pronti quando si tratta di difenderlo dalla cementificazione, dall’inquinamento prodotto delle auto stupidamente incolonnate perché non si è creata una viabilità in Valdarno degna di questo nome. In tanti anni nessuna amministrazione è riuscita a realizzare un secondo ponte a Figline, imprigionando i cittadini in un circuito perverso costituito da un lunghissimo serpentone di auto nelle ore di punta. E dato che un’opera di così vaste dimensioni comporterà l’edificazione in un’area verde, vengono cancellate di colpo tutte le istanze di sostenibilità, tutela dell’ambiente, riduzione dell’inquinamento e stop al consumo del territorio".

"Forse – conclude Grandis – prima dovrebbero risolvere i problemi che i cittadini tutti i giorni devono affrontare. Riteniamo pertanto che il progetto di un stadio di tali dimensioni nel comune di Reggello o nei Comuni limitrofi debba essere assolutamente accantonato e che decisioni di tale portata dovrebbero essere condivise con la popolazione residente poiché sarebbe quella che pagherebbe il prezzo più alto".

Glenda Venturini
Capo redattore

Articoli correlati