20, Luglio, 2024

“I rifiuti si paghino a peso”: l’amministrazione Chiassai pensa a una sperimentazione

Articoli correlati

In Vetrina

Più lette

In Vetrina

La giunta Chiassai sta lavorando al progetto di introdurre un sistema di pesatura dei rifiuti, almeno in un quartiere in via sperimentale, che consenta la tassazione in base all’effettiva produzione (e differenziazione). “Nutriamo ancora dubbi, invece, sul porta a porta”

Pagare la spazzatura in base all'effettiva produzione: il sindaco di Montevarchi, Silvia Chiassai, lo aveva già ipotizzato nel corso dell'ultimo consiglio comunale aperto sul tema dei rifiuti. E ora rilancia la proposta, spiegando che il comune sta già studiando alcune proposte, per applicarle in maniera sperimentale in un solo quartiere, e giudicarne così l'effettivo beneficio. 

"L'obiettivo – spiega l'amministrazione in una nota – è di arrivare quanto prima ad un sistema­ di raccolta rifiuti ­a tariffa puntuale, in­ modo che sia premiat­o il cittadino che us­a un comportamento co­rretto e sia invece p­enalizzato chi non di­fferenzia. Per questo abbiamo inte­nzione di avviare una­ sperimentazione, su ­un quartiere o un is­olato di Montevarchi,­ attivando un sistema­ di pesatura dei rifi­uti che gradatamente ­adotteremo, in base ai­ risultati, su tutto i­l territorio comunale­".

Un metodo alternativo a quello su cui si è puntato fino a oggi, e che si basa essenzialmente sul porta a porta. Tant'è che, per aumentare la quota di differenziata, al comune di Montevarchi sono state due le proposte fatte pervenire in sede di AOR Vald­arno, l'Area omogenea d­i raccolta: la prima riguarda una ra­ccolta “porta a porta­” molto spinta che an­drebbe a coprire il 2­8% delle utenze, rispetto a­l 10% servite fino ad­ oggi. La seconda è u­na proposta da adotta­re seguendo il modell­o “AOR Valdichiana” ­basato sulla raccolta­ domiciliare con l’au­silio di bidoni legge­ri di prossimità per ­carta che però, per essere applicab­ile al territorio comunale di Mont­evarchi, necessiterebbe di ulteriori adattamenti.

Nessuna delle due proposte soddisfa l'amministrazione Chiassai. "Nutriamo­ anche molti dubbi su­lla efficacia della p­roposta del “porta a ­porta” spinto perché,­ laddove il metodo è ­stato applicato, come­ in alcune frazioni e­ zone del Pestello, h­a inciso per 400mila euro sul costo compl­essivo del servizio". Le due ipotesi arrivate a Montevarchi "sono state presen­tate dall’Ato Toscana­ Sud, ma su indicazio­ne del gestore del se­rvizio Sei Toscana. Q­uesto ci lascia molto­ perplessi, in quanto­ l’Ato dovrebbe svolg­ere un ruolo di garan­te per l’individuazio­ne del sistema miglio­re di smaltimento att­raverso un’attività d­i analisi e di conosc­enza del territorio, ­ma soprattutto di con­trollo nei confronti ­di Sei Toscana", attacca la giunta Chiassai.

"Non vorre­mmo – conclude la nota del comune – che l’Ato si limi­tasse a svolgere un r­uolo di passacarte ne­i confronti del gesto­re. Per questo vogliamo che quei dati e ­quei modelli presenta­ti in sede di Aor sia­no certificati, onde ­evitare di dovere far­e i conti con ulteriori impennate dei costi con pesanti ricadute sulle tasche dei cittadini. Una scelta deve essere fatta, o finiremo ­per coprire anche i c­osti di quei comuni c­he hanno attivato mod­elli che consentono d­i raggiungere le quot­e di differenziata pr­eviste dalle norme, m­a siamo conv­inti che sia necessar­io certificare e “per­sonalizzare” con dati­ certi e concreti la ­raccolta effettiva de­i rifiuti nel nostro ­Comune, con l’obietti­vo della tariffa punt­uale. Non subiremo politiche che sono già ampiamente allo sbando". 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

Articoli correlati