Il PSI di Figline e Incisa con una nota firmata dalla Segretaria Monia Tiranno replica alle affermazioni del Partito Democratico all’indomani della chiusura definitiva dell’Amministrazione guidata da Valerio Pianigiani.
“Le grida spagnolesche del Pd rivolte a indicare un imprecisato ‘ribaltamento della volontà popolare’ sono quanto di più ipocrita ci si potesse aspettare”, attacca il Partito Socialista. “Esse denotano il distacco del Pd da un profilo etico e democratico, che avrebbe dovuto implicare almeno, una duplice consapevolezza: il popolo ha eletto Pianigiani per governare tutti i cittadini e non soltanto una parte di essi; quel popolo non era espressione di voti dei soli Democratici, ma anche di voti dei Socialisti risultati perfino determinanti alla sua affermazione. Il Pd ha improntato sin dall’inizio il suo rapporto con il Psi all’insegna della superficialità e dell’arroganza mostrando i propri tratti distintivi assuefatti a logiche di potere con la pretesa di esercitarle, in modo autoreferenziale, anche quando non ha i numeri sufficienti per affermarle a suo piacimento”.
“È apparsa palese, in questo PD, la mancanza di una cultura politica rispettosa di quei principi democratici che ascrivono al risultato elettorale, ai Consiglieri comunali e ai partiti di riferimento, la rappresentanza della volontà popolare e che non possono essere inficiati dalle manovre di un concerto di comari interessate solo, a far girare la giostra del Comune sempre per lo stesso verso. Il PSI – rivendica il partito – nel corso della sua esperienza nell’Amministrazione Pianigiani, si è assunto la responsabilità di alzare la voce quando, a suo giudizio, c’era da difendere l’interesse dei cittadini. Ad esempio, rifiutando l’esternalizzazione del servizio di Comunicazione Istituzionale per un costo di 50.000 euro proposta del Pd incisano che, additando il Psi del reato di lesa maestà, ha preteso la cacciata dell’assessore socialista Gabbrielli provocando la crisi politica della maggioranza. O come quando ha proposto un sistema misto di raccolta dei rifiuti che relegasse il porta a porta alle sole frazioni collinari e periferiche; o quando ha presentato il Progetto per lo sviluppo, la tutela e la valorizzazione del Centro Storico. O ancora, quando si è opposto ad un atto di forza del Pd, lesivo delle regole istituzionali, per modificare il Regolamento del Consiglio Comunale e lo Statuto; all’entrata in funzione della Taric dal prossimo mese di gennaio visto e considerato, come dimostrano le esperienze nei Comuni che l’hanno adottata, che ad una minore efficienza del servizio di raccolta non possono corrispondere aumenti tariffari del 20-30-50% a carico degli utenti”.
“Su questi temi amministrativi, sollevati dal Psi, il Partito Democratico si è rivelato sordo e indifferente rifuggendo ogni confronto e avviandosi a determinare le premesse per dare avvio ad una nuova crisi politica che avrebbe inevitabilmente portato a nuove elezioni. Di fronte ad una vicenda politica sfociata nel commissariamento del Comune della quale il Pd è stato il principale protagonista, non ha titolo ora per rappresentarsi come vittima quando, in realtà, è rimasto sì vittima, ma di una partita di potere giocatasi tutta al suo interno. Concludere questa commedia degli inganni, da parte del Pd, rappresentando il ‘povero Valerio’ avviato verso un processo di canonizzazione e indicando nei socialisti i responsabili dello sfascio, quando in realtà hanno fatto e disfatto tutto da soli, rappresenta un vero e proprio elogio all’ipocrisia e un insulto alla verità dei fatti. È per loro un vero peccato che il popolo nella stragrande maggioranza, abbia compreso le enormi responsabilità che porta il Pd e come Pianigiani sia stato, innanzi tutto, vittima di se stesso e di chi lo ha manovrato”, conclude la nota dei Socialisti di Figline e Incisa.
