Il Capogruppo in Consiglio Comunale di Montevarchi di Avanti Montevarchi – Europa Verde, Fabio Camiciottoli, anche per il Coordinamento Cittadino di Avanti Montevarchi interviene ancora sulla questione del crossdromo di Miravalle. “Vogliamo che il Campionato del Mondo si tenga a Miravalle. Lo vogliamo per Montevarchi, per gli operatori economici, per i tifosi, per il territorio. Lo diciamo per l’ennesima volta, senza ambiguità, perché il Sindaco continua a costruire una narrazione in cui chi pone domande è nemico della città. Non è così. È esattamente il contrario. Chi vuole bene a Miravalle vuole che l’impianto sia in regola. Chi vuole bene al Motoclub vuole che nessuno, nei prossimi anni, possa contestarne le autorizzazioni. Chi vuole bene a questa città non dimentica che le criticità, in passato come oggi, si pagano, e di solito non le paga chi ha preso le decisioni”.
“Abbiamo già detto questo il 15 maggio. Il Sindaco non ha risposto. Ha preferito accusare”, continua Avanti Montevarchi. “Perché di fronte alle richieste dei residenti sulla gestione futura dell’impianto, orari, aperture, impatto acustico, il Sindaco ha scelto di accusare invece di rispondere? Perché di fronte alle preoccupazioni sui lavori in corso, documentate negli atti comunali, ha preferito descrivere una realtà diversa da quella che quegli stessi atti raccontano e non rassicurare di Cittadini? Una domanda senza risposta resta sul tavolo. Perché il progetto esecutivo per i lavori al Crossodromo di Miravalle è stato approvato con Delibera di Giunta il 27 marzo 2026, a meno di tre mesi dal Campionato del Mondo? Cosa non aveva funzionato nei mesi precedenti? Perché interventi di questa portata, su un impianto che ospiterà un evento mondiale, non erano stati programmati, autorizzati e avviati con il tempo necessario per rispettare tutte le procedure? Non sono domande retoriche. Sono le domande che qualsiasi amministratore responsabile avrebbe dovuto porsi prima, non dopo l’intervento dei Carabinieri Forestali”.
“Il ricorso al TAR presentato dai residenti riguarda un atto amministrativo, la Delibera di Giunta n. 63 del 27 marzo 2026, e può essere presentato entro sessanta giorni dalla sua approvazione. È un diritto garantito dalla legge a ogni cittadino. Trasformarlo nell’atto di un nemico della città è una scelta politica del Sindaco, non una descrizione della realtà. Invitiamo il Sindaco a rendere pubblico l’esposto presentato dai residenti, in modo che tutti i cittadini possano valutarne il contenuto direttamente, senza filtri e senza la mediazione di una narrazione parziale. La trasparenza non si invoca: si pratica. Chiediamo che su queste questioni si apra un confronto nelle sedi del Consiglio Comunale. Non come atto di guerra. Come atto dovuto verso i cittadini che rappresentiamo, compresi quelli che fanno domande scomode. Il futuro di Miravalle, non solo il Mondiale di giugno, ma i prossimi anni dell’impianto, dipende dalla capacità di questa amministrazione di governare i processi in trasparenza. Fino ad oggi quella capacità non l’abbiamo vista. Ci rivolgiamo anche alla Federazione Motociclistica Internazionale e a tutte le forze cittadine: è il momento di interrogarsi sul futuro dell’impianto e del Motoclub, al di là del Mondiale di giugno. Le questioni aperte non si chiudono con una gara”, conclude la nota.

