Si è tenuto ieri, a San Giovanni, l’incontro dedicato a relazioni e modelli positivi nello sport, promosso dall’ASL Toscana sud est con lo Sportello d’ascolto per uomini maltrattanti di Coeso, la Società pallavolo Valdarno e la Conferenza dei sindaci del Valdarno aretino. Un appuntamento per parlare di come gestire le relazioni nell’ambiente sportivo, potenziare lo sviluppo di modelli positivi e contrastare i fenomeni di violenza di genere, che non è solo fisica, ma anche psicologica e verbale.
Un incontro che ha visto la presenza di molti giovani adolescenti, proprio perché il loro coinvolgimento è essenziale per aumentare la consapevolezza e permettere a tutti di riconoscere le situazioni di violenza o comunque i comportamenti negativi e sbagliati, prevenirli e contrastarli, promuovendo invece relazioni di tipo positivo.
Ha spiegato Elena Rebora, Direttrice ZD Valdarno ASL TSE: “La giornata affronta un tema molto importante: la violenza di genere e il rispetto. Lo facciamo partendo dal contesto sportivo, frequentato dai giovani, che non è immune da forme di violenza. L’evento mira a far conoscere le diverse manifestazioni della violenza e a rendere i ragazzi più consapevoli e capaci di riconoscere situazioni problematiche. Sensibilizzare fin dalla giovane età è fondamentale, perché prevenire è sempre più efficace che intervenire quando il problema è già manifesto.”
Stefania Mugnai, responsabile ostetrica UF Attività consultoriali Zona Valdarno ASL TSE: “Il ruolo principale del consultorio è promuovere la salute e prevenire fenomeni di violenza. Accogliamo le segnalazioni di donne che hanno subito violenza, che può essere emotiva, assistita, economica o fisica, e lavoriamo per promuovere una cultura della non violenza e della comunicazione efficace. Lo scorso anno abbiamo coinvolto donne in gravidanza e le loro coppie; quest’anno abbiamo collaborato con una società sportiva, perché sappiamo che anche negli ambienti sportivi possono verificarsi forme di violenza verbale o comportamenti negativi. Non vogliamo generalizzare, ma è importante educare a relazioni efficaci e rispettose.”
Ha aggiunto Marco Cinci, del CUAV Spazio Ascolto Uomini Maltrattanti: “Parlare di questi temi con gli adolescenti è fondamentale. Molti uomini maltrattanti hanno appreso comportamenti violenti da una cultura sbagliata, come l’idea che le donne dicano sempre di no e che bisogna insistere. Lavorare con i ragazzi è essenziale perché sono il nostro futuro: possiamo contribuire a un cambiamento culturale, insegnando modalità di relazione e comunicazione non violente e creando un circolo virtuoso che elimini la violenza di genere.”
Laura Ermini, assessore allo sport di San Giovanni Valdarno: “La lotta alla violenza, sia bullismo sia violenza di genere, deve partire dai giovani. Coinvolgere il mondo dello sport è fondamentale perché lo sport non è solo attività fisica o competizione: insegna valori di convivenza, rispetto e fair play. È importante far comprendere ai ragazzi che anche comportamenti apparentemente innocui sul campo possono avere effetti negativi nella vita reale. L’obiettivo è aiutarli a riconoscere segnali di relazioni pericolose e a costruire rapporti positivi e rispettosi.”
Irene Cortesi, per la società Pallavolo Valdarno che ha partecipato all’iniziativa: “È fondamentale parlare di questi temi anche nel contesto sportivo. Viviamo in un mondo veloce e dobbiamo comunicare in modo efficace con i ragazzi, che vanno dai 6 ai 30 anni. Il nostro obiettivo non è solo allenare dal punto di vista sportivo, ma anche formare giovani consapevoli, pronti a diventare adulti capaci di affrontare il mondo con responsabilità e rispetto.”
