09, Agosto, 2022

Discarica, decreto della Regione: “CsaI responsabile della potenziale contaminazione delle acque”. Vadi: “Avevamo ragione”

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CsaI è il soggetto responsabile, per la Regione, della potenziale contaminazione delle falde acquifere nell’area della discarica di Podere Rota: è quanto stabilito con un decreto del Settore Bonifiche della Toscana, che la sindaca di San Giovanni Valdarno, Valentina Vadi, ha annunciato con una conferenza stampa in cui ha ribadito: “Chiedevamo da tempo questo procedimento, ora è chiaro che le nostre preoccupazioni non erano infondate”. Il decreto fissa anche in capo a CsaI l’obbligo di procedere a bonifica, mentre la Regione ha intanto accolto la richiesta di sospensione del PAUR presentata dalla stessa società.

“Il 16 febbraio 2022 – spiega Vadi – il Settore bonifiche della Regione Toscana ha emanato un decreto in cui si fa il punto conclusivo del procedimento per l’individuazione del responsabile della potenziale contaminazione delle acque sotterranee su cui sorge il sito della discarica di Podere Rota: il procedimento era stato avviato a settembre 2020 e questo decreto contiene appunto le risultanze ed è molto chiaro e netto. CsaI, gestore della discarica, è individuato come responsabile della potenziale contaminazione, invitato dalla Regione a mettere in atto tutte le procedure di bonifica previste dalla legge.

“Per noi è un’altra notizia molto importante – commenta la prima cittadina di San Giovanni – già da tempo abbiamo sollecitato la Regione a individuare il responsabile della potenziale contaminazione delle acque sotterranee, anche per le vie formali con una specifica diffida lo scorso giugno. Durante il procedimento la Regione ha fatto propria tutta la documentazione di Arpat Arezzo e ha prodotto ulteriori approfondimenti e indagini, che sono allegati al decreto. Una relazione esaustiva che individua in CsaI il soggetto responsabile della potenziale contaminazione e gli ordina di procedere alla bonifica, presentando al comune di Terranuova, che è competente territorialmente, il piano di caratterizzazione del sito entro 30 giorni”.

Il decreto spiega in maniera dettagliata quali sono le motivazioni che hanno portato a questa decisione, facendo riferimento in particolare alle analisi e alle ispezioni di Arpat sui superamenti dei valori limite di riferimento per alcuni elementi. Arpat Arezzo ha rilevato in particolare il “superamento delle Csc tabella 2 allegato 5 titolo V parte IV D.Lgs.152/2006 in alcuni piezometri appartenenti alla rete di monitoraggio della discarica, per i parametri tetracloroetilene, clorurodivinile, tricloropropano, nitriti, arsenico, ferro, manganese, cromo totale, cromo VI, selenio, solfati, cloruri, ammoniaca” e a questo la Regione Toscana lega la diffida con ordinanza a Csai ad intraprendere le operazioni di bonifica del sito.

“Tutto questo dimostra che quello che andiamo dicendo da un anno, non era infondato né pretestuoso – sottolinea Vadi – le nostre preoccupazioni erano giuste, e finalmente adesso si farà chiarezza su tutta questa vicenda”.

Ieri, intanto, il Settore che si occupa della Valutazione di Impatto Ambientale della Regione ha comunicato di aver accolto la richiesta di CsaI e ha sospeso il PAUR, il procedimento autorizzatorio sull’ampliamento della discarica, per un periodo di 6 mesi: nel documento si chiarisce che, in assenza di ulteriori comunicazioni, trascorsi questi 6 mesi, sarà disposta l’archiviazione del procedimento. “Notizie – ha concluso Valentina Vadi – che segnano un passo decisivo in avanti nella strada della chiusura definitiva del sito”

Glenda Venturini
Capo redattore

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