01, Ottobre, 2022

Calo delle donazioni di sangue, la Asl Toscana sud est ai cittadini: “Non smettete di donare”

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Anche la provincia di Arezzo sta subendo un forte calo delle donazioni, pari al -25%. L’appello ad andare a donare il sangue

“Si può continuare a donare in tutta sicurezza come di consueto e dobbiamo farlo perchè il sangue è sempre indispensabile e salva le vite”. Con questo appello la Asl Toscana sud est si associa al Centro Nazionale Sangue nell'azione di sensibilizzazione ai donatori, dopo che si è registrata una decisa diminuzione delle donazioni riscontrabile negli ultimi mesi a livello nazionale e che interessa particolarmente i gruppi A e 0, negativo e positivo.

Un calo che potrebbe derivare dal contesto di timore creato dall'emergenza coronavirus. "È un errore pensare che l'eventuale diffusione del virus riguardi le donazioni di sangue che sono, e non certo da adesso, garantite da un servizio effettuato nel rispetto di tutte le norme igieniche e da personale esperto. Inoltre non vi è nessuna evidenza scientifica che ne dimostri la correlazione", spiegano dall'Azienda sanitaria. 

Tuttavia, per tutelare ancora di più i donatori, anche la Sud est ha previsto, dove necessario, percorsi dedicati di accesso ai centri trasfusionali degli ospedali.

Provincia di Arezzo

"Anche la provincia di Arezzo sta subendo un forte calo delle donazioni pari al -25% – spiega Roberto Zadi, direttore di Immunoematologia e medicina trasfusionale – tra gennaio e i primi giorni di febbraio di questo anno, abbiamo raccolto dalle 132 alle 145 unità di sangue, nelle scorse settimane il numero è sceso a 77. In situazione di normalità, il nostro centro riceve ogni giorno circa 35 donatori, nell'ultimo periodo sono a mala pena 12. L'emergenza sangue è evidente e generalizzata, i timori delle persone sono comprensibili, ma i pazienti che hanno necessità di trasfusioni non possono aspettare che passi questo momento".

"I presidi ospedalieri pubblici – aggiunge Zadi – hanno interrotto tutte le attività programmate, ma oltre alle urgenze, rimangono tutti quei pazienti con patologie croniche di natura ematologica e non, tutte persone la cui qualità della vita, o la vera e propria sopravvivenza è legata alla trasfusione di sangue e di piastrine. L'unica raccomandazione importante è quella di prendere appuntamento e rispettare scrupolosamente l'orario assegnato per evitare inutili assembramenti”.

Anche prima dell'emergenza COVID-19, chi effettuava una donazione veniva controllato attraverso una serie di analisi del sangue e la rilevazione della temperatura, come da prassi. Ad ogni modo, al momento attuale è impossibile accedere negli ospedali e raggiungere i reparti senza passare dai check point, organizzati alle entrate principali dei presidi che filtrano e monitorano l'ingresso delle persone.

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