02, Luglio, 2022

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Beni confiscati alle mafie: dalla Regione 710mila euro a Terranuova per il recupero di un capannone e una villetta già assegnati al comune

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La Regione Toscana offre un sostegno economico ai Comuni a cui sono stati destinati beni confiscati alla criminalità organizzata: tra questi c’è il comune di Terranuova, che ha ricevuto due beni confiscati alla ‘ndrangheta nel 2001, e cioè un capannone industriale lungo la Poggilupi (foto sotto); e una villetta con garage in località Le Ville (foto sopra). Entrambi i beni sono stati consegnati al comune nel 2013, e aspettano però interventi di ristrutturazione per i quali il comune di Terranuova non aveva i fondi necessari, fino ad oggi.

A Terranuova sono stati infatti assegnati 710mila euro: la villetta sarà utilizzata per fronteggiare situazioni di emergenza abitativa, mentre nel capannone troverà spazio un deposito per i mezzi comunali, protezione civile compresa, e l’archivio. “La confisca dei beni – afferma il sindaco Sergio Chienni – non è sufficiente: per raggiungere compiutamente l’obiettivo è necessario che gli stessi vengano destinati ad un effettivo utilizzo in favore della collettività, con finalità pubbliche. Grazie alle risorse erogate dalla Regione, che ringrazio, riusciremo a restituire alla nostra comunità due immobili sottratti alla criminalità organizzata e sarà un’occasione significativa da un punto di vista funzionale oltre che dall’importante valore simbolico. Spesso l’ente locale da solo non riesce a far fronte ai costi per il ripristino che ne conseguono”.

Le risorse messe a disposizione da parte della Regione Toscana sono nel complesso 2 milioni e 300mila euro, che aiuteranno le amministrazioni comunali (26 quelle assegnatarie di beni sottratti alle mafie) a fare di quei luoghi presidi attivi e produttivi contro le mafie, volano per le economie del territorio o progetti di cittadinanza attiva, di educazione alla legalità o di integrazione sociale. Il via libera della giunta regionale al contributo alle amministrazioni comunali è arrivato il 23 maggio, giorno dell’anniversario della strage di Capaci, in cui trent’anni fa morirono il giudice Falcone, la moglie e magistrato Morvillo e tre agenti della scorta.

“Siamo immersi in una tale bellezza – sottolinea il presidente Giani – che la Toscana ci è sembrata a lungo impermeabile a mafia e camorra, che invece pervadono la società anche se non ce ne accorgiamo. E i beni sequestrati, che devono tornare ai cittadini, lo dimostrano: una mafia di colletti bianchi, che acquista terre, immobili ed aziende con il denaro sporco frutto di altri illeciti”.

“La misura di aiuto ai Comuni – spiega l’assessore alla legalità della Toscana, Stefano Ciuoffo – che abbiamo tenuto a battesimo con questo primo bando è andata bene. Finanzieremo subito cinque interventi e confidiamo che altri Comuni si facciano avanti nel 2023 e nel 2024 per sostenerne altri. Restituire alle comunità locali questi beni rubati dalla criminalità organizzata, dare loro valore e farli vivere è un passaggio fondamentale nell’impegno per promuovere una diffusa cultura della legalità, che vede qui in Toscana istituzioni e mondo del volontariato lavorare assieme. È una responsabilità che abbiamo nei confronti di chi ha messo a rischio la propria vita per combattere le mafie e qualche volta l’ha anche persa”.

 

Glenda Venturini
Capo redattore

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