27, Luglio, 2021

Associazione aiutiamoli a vivere: la pandemia ma non solo ha frenato gli aiuti ai bambini bielorussi

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Nel corso degli anni l’Associazione “Aiutiamoli a vivere” ha portato in Italia e supportato bambini Bielorussi, prospettando loro un periodo di vacanza “terapeutica” presso famiglie disponibili ad ospitarli.

“Anche in Valdarno, a San Giovanni, nacque nel 2000 un comitato che ebbe come primo Presidente Lorenzo Caselli- spiega Giovanni Crociani, da sempre membro attivo del Comitato valdarnese- L’attività nel corso degli anni è stata resa possibile grazie all’apporto di tante famiglie sangiovannesi, e poi anche degli altri paesi limitrofi come Cavriglia e Montevarchi, che hanno dato vita ad altrettanti comitati locali. L’accoglienza è cresciuta nel tempo, tanto che siamo arrivati anche ad organizzare due gruppi di ragazzi all’anno, andando a coinvolgere 35-40 famiglie e suscitando interesse non solo negli sponsor, ma anche presso le amministrazioni locali: il comune di San Giovanni, per fare un esempio, concesse il patrocinio. I legami costruiti nel tempo da molte famiglie coinvolte nel progetto, sono ancora esistenti, nonostante i bimbi ospitati anni orsono siano ormai degli adulti!”

Quanto ha influito la pandemia nell’attività dell’Associazione?
“La pandemia è stata letale, nel senso che ha chiuso tutte queste attività! Per essere precisi, già prima del covid c’era stato un raffreddamento, visto che, dopo aver dato disponibilità per tre estati continuative ed aver raggiunto un picco altissimo con l’organizzazione di due gruppi di ragazzi, la propensione delle famiglie era andata scemando e non riuscivamo più neanche ad avere un numero minimo tale da giustificare le spese del viaggio e mettere su un gruppo. Questa stasi nell’accoglienza, non aveva però interrotto il sostegno dato all’orfanotrofio di Sluck, a cui il nostro comitato ha continuato a fornire fondi e strumenti didattici – prosegue Crociani – La pandemia ha, appunto, fatto il resto, tanto che perfino a livello nazionale l’Associazione sta vivendo un forte momento di stasi, dovuto anche ad i pessimi rapporti fra la nostra nazione e la Bielorussia, che ha portato non solo alla sospensione dei voli, ma anche di qualsiasi contatto diplomatico ed al rilascio dei visti”

Quali sono, a questo punto, le prospettive e le condizioni attuali?
“Francamente è difficile rispondere – ribatte Crociani – la risposta più semplice è questa: la pandemia e le difficoltà economiche hanno tagliato le gambe a certe iniziative socio-assistenziali, d’altro canto il mondo cambia e abbiamo la memoria breve e Chernobyl è un ricordo lontano, di oltre 30 anni. Oggi vengono seguiti progetti che riguardano altre emergenze, tipo l’accoglienza di bambini siriani o profughi che sono in Valdarno, esattamente a Villa Pettini, e noi siamo un po’ coinvolti anche lì. Il comitato è in stand-by, ma vedo difficile nel prossimo futuro riprendere i rapporti con la Bielorussia. Il Mondo cambia e purtroppo cambia anche l’attenzione che si rivolge ad altre emergenze” termina Giovanni Crociani.

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