26, Settembre, 2022

Accusa un malore, salvato grazie al defibrillatore e alla collaborazione fra 118 e parenti. Mandò: “Il sistema funziona”

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È successo ieri sera a Mercatale, l’uomo è un 76enne del posto che accusava dolore toracico. Il 118 ha guidato i parenti per telefono, facendo loro utilizzare il defibrillatore più vicino: all’arrivo dell’ambulanza l’uomo è stato intubato e portato ad Arezzo. La soddisfazione del Dirigente del servizio 118 della Usl Toscana Sud Est, Massimo Mandò

È stato salvato grazie alla collaborazione fra 118 e parenti, e grazie ad un defibrillatore che si trovava vicinissimo a casa sua: è successo ieri sera a Mercatale Valdarno, dove un 76enne aveva accusato dolore toracico e malessere. Mancava poco a mezzanotte, i parenti hanno subito chiamato il 118: e così, mentre un operatore di centrale inviava automedica e Misericordia, l'altro rimaneva in contatto con i parenti che intanto notavano il peggioramento delle condizioni del paziente.

L'operatore del 118 ha consultato la mappa dei defibrillatori della provincia e ha invitato uno dei parenti a prendere quello che si trova proprio sotto la loro abitazione. Il defibrillatore è stato preso, portato in casa ed applicato al paziente in pochi secondi. Questo ha permesso allo strumento di diagnosticare immediatamente un problema cardiaco e di risolverlo con poche semplici manovre eseguite dal parente sotto la guida dell'infermiere della Centrale operativa.

Dopo un minuto, sono arrivati i soccorsi sanitari, il paziente è stato intubato ed accompagnato all'ospedale San Donato di Arezzo dove ha eseguito una coronarografia, risolto il suo problema cardiaco e poi è stato ricoverato in Rianimazione per proseguire le cure.  In poco più di un'ora un paziente il cui cuore si era arrestato è giunto in ospedale ed ha ricevuto la terapia adeguata.

Non nasconde la sua soddisfazione il dottor Massimo Mandò, Dirigente del servizio 118 della Usl Toscana Sud Est: "Questo è un evento che si è concluso positivamente grazie alla collaborazione tra cittadini e il nostro personale dell’emergenza, e che deve essere di esempio e stimolo per il futuro. Quanto accaduto evidenzia ancora una volta quanto la 'macchina' Arezzo Cuore sia fondamentale per la gestione del paziente critico cardiopatico: la presenza di più di mille defibrillatori sul territorio aretino gestiti e censiti dalla Centrale Operativa 118, in stretta collaborazione con tutte le Associazioni di Volontariato presenti sul territorio, permette non solo di salvare delle vite, ma anche di far in modo che i paziente sopravvivano privi di lesioni secondarie alla mancanza di ossigenazione cerebrale". 

"Per la vittima di arresto cardiaco – ricorda Mandò – ogni minuto che passa è importante: l’80% dei decessi avviene lontano da ospedali e strutture sanitarie e nel 65% dei casi l’arresto cardiaco avviene in presenza di testimoni. Per questo è ancora più importante avere persone preparate, non solo in ambulanza o in ospedale, ma anche nelle case e nei luoghi di vita sociale: la loro formazione e la capacità di saper utilizzare al meglio i defibrillatori fa la differenza. È un traguardo importante, che va mantenuto e superato aumentando sia il numero dei defibrillatori che del personale formato all'utilizzo del defibrillatore. Ad oggi sono 4000 le persone territorio formate e preparate all’utilizzo di questi macchinari, che sempre di più si rivelano fondamentali per il primo intervento cardiaco". 

Glenda Venturini
Capo redattore

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