29, Giugno, 2022

Vertenza Bekaert, Calosi (Fiom): “La messa in liquidazione della Steelcoop? Una opportunità persa”

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La Fiom Cgil esprime delusione per la fine dell’iniziativa nata da un gruppo di ex operai. Il segretario Calosi: “Purtroppo parte della politica nazionale e locale non ha preso in seria considerazione il piano industriale presentato dalla SteelCoop Valdarno, mancando di rispetto ai soggetti coinvolti e negando, di fatto, una possibile risoluzione della vertenza

C'è delusione nelle parole di Daniele Calosi, segretario generale della Fiom Cgil Firenze Prato, alla notizia che la Steelcoop Valdarno sarà messa in liquidazione. Si tratta della cooperativa che era stata fondata da un gruppo di ex operai Bekaert, intenzionati a rilevare il sito produttivo con un progetto di reindustrializzazione che era stato portato al tavolo del Ministero. Oggi quel piano non ha avuto riscontro, e una buona parte degli operai fondatori della Steelcoop hanno ritrovato lavoro alla Laika, l'azienda che ha assorbito 60 ex Bekaert. E così quell'esperienza si chiude definitivamente. 

"Tra pochi giorni – commenta Calosi – i lavoratori Bekaert che avevano dato vita alla cooperativa con l'intento di tornare a produrre nello stabilimento di Figline, metteranno in liquidazione la società. Viene meno così un'opportunità per tentare di far ripartire il lavoro in quella fabbrica. Come Fiom Cgil ci teniamo a ringraziare quei lavoratori per aver proposto con forza un'idea di economia e di sviluppo diversa, un progetto di auto imprenditorialità volto a difendere l'industria e le professionalità del nostro territorio. Inoltre senza la cooperativa non sarebbero state riconosciute ulteriori sei mensilità di ammortizzatore sociale". 

"Purtroppo – continua Daniele Calosi – parte della politica nazionale e locale non ha preso in seria considerazione il piano industriale presentato dalla SteelCoop Valdarno, mancando di rispetto a tutti i soggetti coinvolti nel progetto e negando, di fatto, una possibile risoluzione della vertenza. In Bekaert restano ancora 116 lavoratori che, se non ci saranno ulteriori novità, a marzo saranno disoccupati. In tal caso le responsabilità per i licenziamenti non saranno certo di chi, con coraggio, si è adoperato per cercare una soluzione."

Glenda Venturini
Capo redattore

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