30, Giugno, 2022

Verso la messa in liquidazione di Steelcoop Valdarno, cooperativa di operai nata nel tentativo di salvare il sito ex Bekaert

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Il presidente della cooperativa Daniele Righi ha inviato una lettera per darne comunicazione al MISE, alla Regione Toscana, ai sindaci, alle organizzazioni sindacali e a Confindustria Firenze. “Prendiamo atto che la nostra volontà di essere una parte della soluzione della crisi della ex Bekaert di Figline non ha trovato le risposte che attendevamo”

Si chiude l'esperienza, purtroppo di breve durata, della Steelcoop Valdarno, la cooperativa di operai della Bekaert nata nel tentativo di salvare il sito figlinese inserendosi come soggetto per una ipotesi di reindisutrializzazione. Un tentativo che non è andato a buon fine. Il presidente della cooperativa Daniele Righi ha inviato una lettera al MISE, al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, all’assessora regionale Alessandra Nardini, al consigliere per il lavoro Valerio Fabiani, ai sindaci dei comuni interessati, alle organizzazioni sindacali e a Confindustria Firenze per informarli che nei prossimi giorni verrà convocata alla presenza di un notaio l’Assemblea dei Soci della cooperativa “Steelcoop Valdarno s. c.” per la messa in liquidazione della società.

"Prendiamo atto – spiega Righi – che la nostra volontà di essere una parte della soluzione della crisi della ex Bekaert di Figline non ha trovato le risposte che attendevamo. Spiace di non avere trovato l’attenzione che ci consentisse di presentare in sede ministeriale il piano industriale che abbiamo elaborato e che ritenevamo meritevole di essere comparato con altre proposte. Prendiamo inoltre atto che proprio in questi giorni, grazie alla negoziazione sindacale con altra impresa dell’area fiorentina, un numero preponderante di soci della cooperativa ha trovato un’occasione occupazionale strutturata", nello specifico nello stabilimento Laika che ha assorbito in tutto 60 ex Bekaert. 

"Vogliamo ringraziare tutti coloro che in questi mesi ci hanno sostenuto considerando la nostra proposta per la soluzione della crisi aziendale l’unica accompagnata da un adeguato piano industriale – sottolinea Righi nella lettera – ringraziamo anche chi ci ha apertamente avversato, costringendoci a razionalizzare e migliorare in corso di redazione il piano che la cooperativa, avvalendosi di stimati consulenti, ha elaborato. La nostra è stata comunque un’esperienza che siamo fieri di avere intrapreso e che ci ha fatto esplorare il versante dell’autoimprenditorialità cooperativa come fronte originale della battaglia per la difesa del lavoro e della presenza industriale in Toscana".

Glenda Venturini
Capo redattore

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