26, Ottobre, 2021

Serristori, Cobas: “Inutile passerella dell’assessore regionale e giravolta dei sindaci del Valdarno fiorentino”

spot_img

Più lette

Dopo la visita al Serristori dell’assessore regionale al diritto alla salute Simone Bezzini intervengono Domenico Mangiola, Valentina Fontanelli, Lorenzo Sgherri, delegati RSU COBAS P.I. USL Toscana Centro, ed Andrea Calò, Esecutivo Nazionale COBAS P.I.

“Sono venuti in pompa magna e alla chetichella all’Ospedale Serristori l’assessore regionale al diritto alla salute Simone Bezzini, accompagnato dai tre sindaci del Valdarno fiorentino Mugnai, Giunti, Lorenzini accolti non dal direttore generale Morello ma dai semplici direttore sanitario aziendale Emanuele Gori e dal direttore del Dipartimento delle specialistiche mediche Landini. L’assessore regionale Bezzini doveva spiegare in cosa consisteva concretamente lo scellerato piano di rilancio del presidio annunciato a maggio del 2021, a cui ha fatto seguito un allucinante abbattimento di servizi, attività ambulatoriali e specialistiche da parte dell’Azienda con la contemporanea chiusura di interi reparti di medicina, chirurgia, con contestuale prosecuzione della chiusura del Pronto soccorso H24.
Successivo al piano Bezzini si era tenuto un incontro tra i delegati RSU COBAS P.i. USL Toscana Centro e i Sindaci del Valdarno Fiorentino il 22 giugno del 2021, a cui era stato espresso il nostro dissenso, condiviso con le associazioni e reti civiche del Valdarno Fiorentino, sulla Delibera della Giunta Regionale Toscana n. 886 del 13.07. 2020, nella parte in cui si utilizza in modo strumentale il DM 70/2015, per la programmazione della rete ospedaliera in conformità agli standard da esso previsti, per diminuire l’offerta sanitaria del presidio ospedaliero Serristori e lasciare l’intera assistenza distrettuale/territoriale/domiciliare priva di adeguate strutture e investimenti”.

I Cobas continuano: “La Regione Toscana come è noto ha utilizzato quel decreto per declassare il presidio ospedaliero Serristori, ignorando che l’ospedale è stato classificato quale presidio ospedaliero in zona disagiata per la quale il DM 70/15 non prevede la trasformazione di esso in un ibrido tra stabilimento di lungo degenza e casa della salute, ma una chiara articolazione dei livelli di operatività quale ospedale con sede di Pronto Soccorso H/24, la cui struttura organizzativa ospedaliera è deputata ad effettuare in emergenza-urgenza stabilizzazione clinica, procedure diagnostiche, trattamenti terapeutici, ricovero. Ai Sindaci spiegammo allora, l’inattuabilità della proposta Regione /Azienda di istituire un PPS (punto di primo soccorso aperto H12) che avrebbe dovuto sostituire l’attesa riapertura del PS H24, incontrando una loro disponibilità a rispedirla al mittente, sia per la pericolosità per i pazienti che per la natura del nostro territorio. Il punto di primo soccorso, spiegammo ad essi, avrebbe dovuto prevedere l’utilizzo improprio del 118 e del suo personale distogliendolo dalla funzione principale di emergenza territoriale. Uscimmo da quel tavolo con l’impegno dei Sindaci a rappresentare tale istanza”.

“Poi, nel pieno della precarietà dell’ospedale Serristori, la passerella elettorale e l’incredibile giravolta dei sindaci. Falso da parte di essi è dichiarare che esiste una apertura sul PSH24 da parte di Regione e Asl e la ripresa delle attività di medicina e chirurgia, paradossale è che dopo tanti anni di promesse non mantenute si abbia il coraggio di dichiarare un cambiamento di rotta che consisterebbe secondo loro in una telemedicina, un teleconsulto a cui potrebbe seguire anche le visite per fax: ma non scherziamo. Il risultato di questo declassamento consiste intanto nel partire con il Punto di Primo Soccorso aperto H12, con la scusa che mancano i medici e di rimandare a fine anno un nuovo incontro con Assessore/Azienda: un film già visto con l’unica novità consistente nella giravolta dei Sindaci”.

I Cobas concludono: “Ma secondo voi questa piccola eccellenza (così dichiarano Bezzini, Mugnai & Giunti) che vede la perdita di 5 medici di medicina (mai sostituiti se non con specializzandi), la perdita di 2 ortopedici trasferiti all’OSMA, il taglio di ulteriori 15 posti letto, la chiusura dell’endoscopia, dell’odontoiatria, la riduzione delle attività ambulatoriali, la previsione di un ridimensionamento del Laboratorio Analisi, la riduzione dell’attività cardiologica e pediatrica, l’allontanamento degli operatori sanitari dal presidio verso altri ospedali, con la mostruosa partenza del Punto di Primo Soccorso H12 può garantire l’erogazione in sicurezza dei servizi ospedalieri legati all’area critica ed emergenziale di cui ha bisogno la popolazione??? Secondo noi No. Dobbiamo fermarli e mobilitarci di nuovo,  rendendo pubbliche le menzogne che accompagnano questa operazione elettorale fatta però sulla pelle di cittadini, perché saranno loro i primi a pagare questo declassamento/depotenziamento essendo costretti a migrare o rivolgersi al privato o in altri ospedali”.

 

 

Articoli correlati