19, Agosto, 2022

Rossi alla Bekaert: “L’azienda rimedi allo schifo, spetta a lei la responsabilità della reindustrializzazione”

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Il Presidente della Regione Toscana aggiunge: “Serve più tempo, Bekaert deve attivare la cassa integrazione, oppure sia il Governo a farlo, come ha detto Di Maio”. E sui possibili compratori ha aggiunto: “Al momento non mi sbilancerei, troppe volte quando si arriva al sodo non resta nessuno. Serve un piano serio di reindustrializzazione”

"Dobbiamo mettere l'azienda con le spalle al muro: è suo il dovere di rimediare allo schifo che ha fatto qui". Così il Governatore della Toscana Enrico Rossi, che ai cancelli dello stabilimento figlinese ha incontrato nel pomeriggio i lavoratori Bekaert. Poche novità, mentre cresce l'attesa per la ripresa delle trattative: ma Rossi non si sbilancia nemmeno sui possibili acquirenti di cui si parla in questi giorni, forse 3 o 4 le aziende interessate, mentre ci sarebbe già stato un sopralluogo in azienda. 

"Troppe volte si è fatto un gran parlare di possibili interessamenti e poi, al sodo, non è rimasto nessuno", ha detto Rossi. "Per questo è importante oggi parlare chiaro: Figline e il Valdarno non possono perdere questo presidio produttivo e occupazionale, quindi serve un serio piano di reindustrializzazione, e la responsabilità prima di tutto è dell'azienda. Spetta a lei rimediare allo schifo che ha fatto qui, con una lettera di licenziamento mandata a casa dei 318 lavoratori". 

"Serve più tempo, prima di tutto – ha aggiunto il Presidente – l'azienda deve fare ricorso alla cassa integrazione e garantire così tutto il tempo necessario. Altrimenti, spetta al Governo: la presenza qui del Ministro Di Maio e le sue dichiarazioni sono stati importanti. Se l'azienda non si muove, serve un decreto che dia il tempo per la cassa integrazione e per una seria reindustrializzazione. Ultima ipotesi, in caso non si realizzino le prime due, è che sia lo Stato a subentrare direttamente", ad esempio con Invitalia. 

 

 

Accorato l'appello dei lavoratori, che hanno ribadito come la prima e più urgente necessità sia quella di fermare il conto alla rovescia, che scade il 3 ottobre prossimo: "Solo con la cassa integrazione si può pensare di aprire un discorso con i compratori. L'obiettivo deve essere di non chiudere questo posto, di non perdere questa ricchezza", hanno detto in molti. 

"Lunedì 3 settembre – ha ricordato il consigliere per il lavoro, Gianfranco Simoncini, presente con Rossi alla Bekaert – ci sarà in Regione un tavolo che è prettamente tecnico. Chiediamo poi che la trattativa si sposti di nuovo al Ministero, che sia convocato un tavolo dove l'azienda dovrà presentare la sua proposta di reindustrializzazione". 

 

Glenda Venturini
Capo redattore

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