27, Novembre, 2021

Podere Rota, il Comitato: “Invitiamo i sindaci del Valdarno a continuare la lotta intrapresa”

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Sulla discarica di Podere Rota, sulla richiesta di ampliamento e sulla chiusura al 2021 interviene di nuovo il Comitato “Le vittime di Podere Rota”.

“Come Comitato ‘Le Vittime di Podere Rota’ ci sentiamo profondamente indignati per la continua mancanza di rispetto verso il nostro territorio e anche delle istituzioni che ci rappresentano. Ormai è chiaro che l’assessore Monni e il partito che governa in Regione, considerino Podere Rota la ‘discarica strategica per la Toscana e mirino a mantenerla aperta sia ai rifiuti speciali che agli urbani’. Probabilmente per l’assessore Monni sarebbe un’occasione persa ampliare la discarica per i soli rifiuti speciali e non accogliere i rifiuti prodotti dal Valdarno. Monni, per avvalorare questo, dichiara addirittura che gli enti tecnici di controllo escludono le responsabilità della discarica sulle contaminazioni riscontrate, che non ci sono prove scientifiche che lo dimostrino, e che cercheranno il vero responsabile della potenziale contaminazione. Con tali affermazioni sconfessa di fatto gli impegni presi in Regione col territorio, mistificando così i dati e pareri di Arpat, che chiede diffida alla Regione e che parla anch’essa di ampliamento, ma ‘ampliamento della contaminazione’ del quale non esclude assolutamente la discarica”.

“Il PD regionale, continua a ribadire che la politica non ha voce in capitolo nella decisione di ampliamento, esprimersi sull’ampliamento significa per loro influenzare il lavoro dei tecnici, ma in realtà si esprimono eccome politicamente, e pur di mandare avanti la procedura di ampliamento, ignorano i pareri sanitari della ASL e le relazioni di ARPAT, con tutti i dati scientifici riportati. Monni, dovrà rispondere, delle dichiarazioni rilasciate. Non solo, anche i sindaci del Valdarno, che con la loro fascia tricolore hanno preso posizione ufficiale per la chiusura della discarica schierandosi con noi contro l’ampliamento, ne devono rispondere. E ora non possono starsene zitti avvallando queste posizioni, dichiarazioni e sconfessioni che vengono dal loro partito. Questi sindaci devono assumere una posizione chiara anche nei confronti dell’unico Sindaco, Sergio Chienni, in grado di decidere il futuro del nostro territorio e che non ha ancora espresso il parere igienico-sanitario richiesto”.

“Intanto i cosiddetti tecnici della Regione, che dovrebbero autorizzare l’ampliamento, e sui quali si è voluto scaricare tutta la responsabilità, hanno chiaramente richiesto, nella conferenza dei servizi, il parere del sindaco Chienni, il parere urbanistico edilizio a costruire, nonché un doveroso parere igienico sanitario. I cittadini valdarnesi hanno il diritto di capire le intenzioni di tutti i soggetti coinvolti. Per quanto ancora dobbiamo credere alla novella che la politica non può fare niente? Quando sappiamo benissimo tutti, che la politica può fare, anzi ‘la politica deve fare’? Ci aspettiamo che il PD regionale, ripeta quanto fatto da De Robertis (attuale presidente della commissione ambiente) che un anno fa in Regione, presentò una Mozione contro l’autorizzazione di una discarica per rifiuti speciali nel comune di Montevarchi, che citava, giustamente, e teniamo a sottolineare anche legittimamente, che il sindaco (Chiassai) doveva attenersi alla legge regionale, (esattamente la 65 del 10 novembre 2014), riguardante le norme per il governo del territorio dove si dice che si devono perseguire degli obiettivi di interesse generale anche riguardo a nuovi insediamenti anche di impianti e in particolare “tiene conto delle condizioni fisiche del territorio (…)” aggiungendo anche che non può far finta di niente, non può sottrarsi e via dicendo”.

Il Comitato “le vittime di Podere Rota” conclude: “Invitiamo i sindaci del Valdarno a continuare la lotta intrapresa con schiettezza e a prendere le posizioni richieste dal contesto, e anche dal Comitato, perché ammesso che non intervenga la magistratura, siamo curiosi, assieme a tutti i cittadini valdarnesi, di osservare quanto conta la politica che governa il nostro territorio”.

 

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