14, Agosto, 2022

San Giovanni celebra la partenza dei volontari per la guerra di Liberazione

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Il 7 febbraio 1945 da San Giovanni Valdarno partirono alcune centinaia di giovani partigiani che si arruolarono volontari nel rinato esercito italiano per andare a combattere nella brigata Friuli per la liberazione dei territori italiani occupati dai nazifascisti sul fronte del Senio. Dal 1946, ogni anno questo evento viene ricordato e celebrato a San Giovanni con una manifestazione che vede la partecipazione di autorità istituzionali e militari con rappresentanze regionali, provinciali, comunali e di associazioni partigiane combattentistiche che provengono da varie parti della Toscana ed anche da altre regioni. Vengono coinvolti anche gli studenti delle scuole superiori, chiamati ad effettuare e presentare una ricerca sul periodo storico dell’ultima fase della Seconda guerra mondiale e gli avvenimenti ad essa legati.

Dopo un anno di interruzione a causa della pandemia, la manifestazione si svolgerà venerdì 25 marzo dalle 9 di mattina al cinema teatro Masaccio di via Borsi.

Aprirà gli interventi il sindaco di San Giovanni Valdarno Valentina Vadi; poi la parola passerà a Giuseppe Morandini, presidente Anpi Valdarno, Romano Rossi, presidente associazione nazionale reduci Friuli e ai rappresentanti istituzionali presenti. A seguire, i ragazzi dei Licei Giovanni da San Giovanni e dell’Isis Valdarno presenteranno i loro elaborati. Coordinerà il dibattito Giampiero Bigazzi mentre gli interventi musicali saranno affidati alla cantautrice fiorentina Letizia Fuochi. Alle 11,30 partirà il corteo per le vie cittadine che, da via Borsi, passerà per via Roma, attraverserà piazza Cavour fino ad arrivare al loggiato di Palazzo d’Arnolfo dove, alle 11,45 sarà deposta la corona ai caduti.

“La manifestazione per ricordare la partenza dei volontari alla guerra di Liberazione e l’unità di Italia – dichiara il sindaco di San Giovanni Valdarno Valentina Vadi – è una ricorrenza importante nella nostra comunità cittadina, istituita dal Comune di San Giovanni Valdarno, su sollecitazione dell’Anpi molti anni fa per ricordare un evento specifico, per conservare la memoria del passato e dei valori della resistenza: la libertà, la democrazia, l’uguaglianza sociale, la lotta contro ogni forma di discriminazione. Questi sono i valori, in nome dei quali combatterono i partigiani e i volontari che partirono per liberare l’Italia dal nazifascismo. Dopo il 24 luglio 1944, giorno in cui vennero liberate San Giovanni Valdarno e Cavriglia la volontà dei partigiani sangiovannesi e valdarnesi di continuare la lotta di Liberazione, si manifestò con la partenza, il 7 febbraio del 1945, 77 anni fa, di 105 volontari, arruolatisi nei gruppi di combattimento del ricostituito esercito italiano. Per la maggior parte si trattava di giovani che avrebbero potuto rimanere nei loro paesi liberati e ricominciare a vivere dopo tanti anni di dittatura fascista e di guerra: invece preferirono arruolarsi e combattere contro i nazisti ed i fascisti oltre la linea Gotica per consentire anche ai fratelli delle regioni del Nord Italia di raggiungere la libertà che loro avevano appena assaporato. I nostri volontari sangiovannesi parteciparono alla liberazione di Riolo Terme e anche di Bologna. Ogni anno, con questa cerimonia, noi ricordiamo quei giovani, il loro coraggio, il loro smisurato amore per la libertà, ed il legame che ci unisce ancora, dopo così tanti anni, alle comunità che i nostri combattenti sangiovannesi contribuirono a liberare in quell’inverno del 1945. Queste vicende, spesso sconosciute ai libri di storia, ma così importanti per la costruzione di una memoria condivisa e di un comune sentire morale, devono essere consegnate alle generazioni giovani, che costituiranno la classe dirigente futura, ed avranno, loro, la responsabilità di mantenere in pace, e in una civile convivenza, questo paese. Per questo, ogni anno, le scuole superiori di San Giovanni Valdarno sono coinvolte in questa ricorrenza, in maniera concreta e fattiva. In questo 2022, dopo che per due anni a causa della emergenza sanitaria non era stato possibile, siamo riusciti nuovamente ad organizzare la commemorazione in forma tradizionale con il coinvolgimento e la partecipazione delle scuole, e questo è per noi motivo di grande soddisfazione. Ancora più importante, in un momento come questo, con una guerra in atto nel cuore dell’Europa, con immagini di morte, distruzione e disperazione davanti ai nostri occhi ogni giorno, ripetere a noi stessi quanto è importante essere costruttori di pace, fare ogni sforzo in nostro potere per scegliere le ragioni della pace e che la diplomazia internazionale faccia tacere le armi prima possibile, segnando la fine del conflitto tra Russia e Ucraina. Abbiamo un articolo della Costituzione che scolpisce a chiare lettere il nostro rifiuto della guerra, proprio perché la nostra democrazia e la nostra repubblica hanno le fondamenta e le radici sulle macerie prodotte da una guerra. I padri costituenti, molti dei quali partigiani e combattenti in prima linea nella Seconda Guerra Mondiale, conoscevano perfettamente che cosa fosse una guerra mondiale e civile, per questo vollero fortemente l’articolo 11, perché il nostro paese non avesse più la tentazione di cadervi: ‘L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali’. Sono consapevole che il solo ripudio della guerra a parole non basta. Ognuno di noi deve sentire forte questa responsabilità ogni giorno, di pensare, operare, agire come un costruttore di pace. E la pace si costruisce con il dialogo, con il confronto continuo, aprendosi all’altro e non perdendo mai la speranza che alla guerra non ci sia alternativa. Alla guerra c’è sempre alternativa”.

“Venerdì 25 marzo – aggiunge Giuseppe Morandini, presidente Anpi Valdarno – celebreremo per la 77esima volta la partenza dei volontari valdarnesi alla guerra di liberazione nazionale, un appuntamento importante per la città e per il Valdarno che ricorda quei giovani animati da una grande voglia di libertà che decisero di arruolarsi a rischio della propria vita per contribuire a liberare l’Italia. A noi il compito di ricordarli sempre”.

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