17, Aprile, 2024

Termina il WAG Film Festival. La serata finale fra premiazioni e possibili cambiamenti nel futuro

Articoli correlati

In Vetrina

Più lette

In Vetrina

Si chiude anche quest’anno l’ottava edizione del WAG film festival. Nell’ultima serata si è svolta la cerimonia finale che ha premiato i cortometraggi in gara. Il direttore creativo Fontanella: “Forse è giunto il momento di un cambiamento nel festival, che comunque ci sarà”.

Iniziata alle ore 20 con la proiezione del documentario fuori concorso GLI ULTIMI RIMASTI- LA VERA STORIA DEL LEBOWSKI, a cura dell’Associazione DIECI. La serata è proseguita con la presentazione del Progetto WeTech’s e il seguente premio WeTech, con una giuria a parte intestina a Le Ali di Icaro, si tratta di una menzione speciale, assegnata a Paolo Valenti con RADIO ISLAND.

È seguita la proiezione del corto, fuori concorso, IL DIO DEI GATTI È IMMORTALE di Riccardo Copreni: “Questo corto mi è stato proposto, si tratta di un racconto tratto da un romanzo: la storia mi ha colpito, è il racconto dell’adolescenza come qualcosa di caotico dove qualsiasi cosa può essere decisiva. Il gatto di peluche e quel qualcosa di amoroso a cui si attacca il protagonista. A un certo punto arrivano i primi amori e va tutto in crisi, non sai se seguire gli amici o la ragazza per cui provi un sentimento”.

Primo premio consegnato nella categoria Sguardi d’autori a Stefano Malchiodi per il corto CINQUEMARZO. Il corto, che racconta dell’amore nato e finito fra due giovani, risulta essere atipico perché è una lunga sequenza di scatti che si susseguono, immortalando vari momenti della vita dei due. La visione risulta avvincente e non pesante, soprattutto nel finale quando le foto/ ricordi si fondono con altre immagini più recenti.

La categoria Nuove prospettive è stata vinta da Marco Cavazzin e Luca Moro con BLOW JASMINE, purtroppo i due registi non hanno potuto essere presenti, ma hanno mandato un video di ringraziamenti.

 

Ultima premio, nella categoria WAG Internazionale, per ELSA di Jean- Marc-Guiller consegnato da Pierfrancesco Bigazzi di Sentiero Film Festival, che rispetto al corto ha affermato: “Non è stato semplice decretare il vincitore, ma ELSA era quello più particolare rispetto agli altri. Gioco che trattiene storie nascoste e profonde intrecciando parole e pensieri, sguardi leggeri e fanciulleschi. Una narrazione con la giusta qualità registica e fotografica che grazie alla prova attoriale dei due ragazzi che esalta la giusta atmosfera ma con leggerezza. Alquanto surreale, ci catapultiamo in un’atmosfera fiabesca che con quel tocco quasi vintage ci trasporta bellissime sensazioni”.

 

La serata si è conclusa con la proiezione dei corti vincitori e una dichiarazione finale di Jacopo Fontanella Direttore creativo: ” Quest’anno è stato strano, il primo dopo la pandemia, il covid ha messo a dura prova il Festival e l’Associazione Le ali di Icaro. Siamo ripartiti ed è stato un riscatto. Questo Festival aveva bisogno di farsi rivedere”. Seguono i ringraziamenti a tutti coloro che hanno lavorato al Festival, ma Fontanella aggiunge: “La tradizione ha valuto le categorie, il clima è rimasto quello, ma sono necessari dei cambiamenti all’interno del Festival, ancora non so quali saranno. So che il Festival si farà, ma dovrà subire un cambiamento“.

Articoli correlati