03, Marzo, 2024

Il Castello di Terranuova Bracciolini: l’importanza della torre di San Luca e delle mura che faranno parte di un museo diffuso 

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Tra le vie di Terranuova Bracciolini, l’antichità e la modernità si fondono in un abbraccio affascinante: la Torre di San Luca insieme ai resti delle mura emergono come una testimonianza viva di questa simbiosi. In un impegno volto a preservare e riportare in vita il patrimonio storico della città, la torre insieme e piazza Canevaro è adesso in fase di studio e riqualificazione, con l’obiettivo di farne un museo diffuso.

Nel 2019 la Torre di San Luca, situata a uno degli angoli di piazza Canevaro è stata ristrutturata e resa agibile per la comunità con un investimento di circa 300 mila euro, guidato dal desiderio di conservare un simbolo architettonico di inestimabile valore per la comunità. Non a caso, il sindaco Sergio Chienni, in occasione della passata inaugurazione esclamò: “La Torre di San Luca è più di un monumento. È il cuore pulsante della nostra storia, e oggi lo abbiamo fatto battere più forte.”

Il restauro non è stato solo una questione di estetica, ma anche di sicurezza strutturale: dall’inserimento di cavi d’acciaio alla sostituzione dei solai lignei, ogni fase è stata svolta con la massima attenzione per preservare l’autenticità storica della struttura ma oggi si trova al centro di nuovi lavori insieme al resto della piazza: un progetto esecutivo relativo alla torre di sud-ovest che comprende il completamento dell’intervento sulla torre di San Luca con il tamponamento delle bucature utilizzando infissi a filo ferro e la realizzazione di un nuovo corrimano più sicuro sul lato esterno delle quattro rampe di scale, insieme allo spostamento delle quattro rampe esistenti; il recupero delle mura e del torrino che coinvolge il restauro e la pulizia delle mura e del torrino, con un attento consolidamento strutturale. La creazione di un ,museo diffuso del Castel Santa Maria: la creazione di un museo diffuso all’interno del Castel Santa Maria – e la riqualificazione complessiva di piazza Canevaro che  prevede il sollevamento del pavimento attualmente in terra battuta con un solaio a cupolex, massetto e pavimento in legno al piano terra del torrino. Sarà inoltre rifatto l’infisso di ingresso in metallo e vetro, insieme alla finestra al primo piano e all’impermeabilizzazione della copertura.

A proposito delle torri di Terranuova, Carlo Fabbri:”Purtroppo Terranuova Bracciolini al termine della Seconda Guerra mondiale, mentre i tedeschi erano in ritirata ha subito ferite importanti proprio date dagli oppressori ed è importante dare memoria a quello che ci è rimasto. La torre di San Luca è una delle quattro torri d’angolo dell’antico Castello di Terranuova. Terranuova aveva quattro torri d’angolo dedicate agli Evangelisti ed erano situate sopra alle porte di ingresso della cittadina. Purtroppo durante la guerra sono state buttate giù dai tedeschi. Aveva anche altri 16 torricelli dedicate ai santi.”

La Torre di San Luca, dedicata all’Evangelista omonimo, riveste un ruolo centrale nella narrazione storica di Terranuova Bracciolini. Il professor Carlo Fabbri, eminente studioso di storia locale, ha condiviso la sua prospettiva sull’importanza di preservare il passato per il bene del futuro: “Questa torre non è solo pietra e malta, ma un racconto vivo delle nostre radici. Mantenere la connessione con la nostra storia è fondamentale per la costruzione del nostro futuro.”

La rinascita della Torre di San Luca è un capitolo significativo di un progetto più ampio di riqualificazione urbana. Oltre al recupero delle mura circostanti, il Comune ha avviato l’ambizioso progetto di trasformare piazza Canevaro in un vivace centro culturale.

Ci inoltriamo ulteriormente nella memoria terranuovese per poter meglio collocare la torre e il suo utilizzo nella storia. Terranuova Bracciolini ha radici che affondano nel Medioevo, quando la Repubblica Fiorentina decise di erigere un nuovo insediamento fortificato. Inizialmente chiamata Castel Santa Maria, la città ha attraversato i secoli mantenendo intatta la sua struttura urbana, testimone di un passato ricco di storia e cultura.

Origini e denominazioni: Fondata nel 1337, Terranuova Bracciolini deve la sua esistenza alla volontà fiorentina di creare una “terra murata” in grado di accogliere le popolazioni locali e consolidare l’egemonia nella contesa tra guelfi e ghibellini. Nominata inizialmente Castel Santa Maria, il nome Terra Nuova prese piede nel XV secolo e nel 1832 fu aggiunto “Bracciolini” in onore dell’umanista Poggio Bracciolini, nativo del luogo.

Assetto urbanistico: L’originario impianto urbanistico, disegnato secondo i principi di Arnolfo di Cambio, presenta una forma rettangolare tipica delle “terre nuove” fiorentine. La simmetria della pianta, basata su due quadrati centrali che si aprono sulla piazza, riflette l’influenza delle città romane, con cardini e decumani a delineare le vie principali. La via “maestra” divide il paese in due, con residenze sfarzose al centro e case più modeste verso le mura.

La “Terra murata”: Le mappe antiche, come quella di Vittorio Anastagi del 1734, permettono una dettagliata ricostruzione della “terra murata” di Terranuova. Le mura, costruite tra il 1350 e il 1364, presentano torri d’angolo e porte con ponti levatoi. La piazza centrale, cuore della vita cittadina, collega le vie principali che conducono alle porte ormai scomparse.

Le mura e le torri: Oggi, le mura e le torri sopravvivono solo in parte, ma conservano il fascino dell’antico. Torri d’angolo come quella a nord, a sud e ovest, insieme a tratti di mura e torricelli, narrano storie di difese e avvistamenti. Purtroppo, delle quattro porte, solo il piedritto di quella a nord è giunto fino a noi.

I sei popoli di terranuova: La città fu suddivisa in sei quadranti per ospitare i popoli del contado, ognuno con la propria chiesa e identità. Le tradizioni religiose furono portate all’interno delle mura nel XIV secolo, dando vita alle Chiese di Ganghereto, San Bartolomeo al Pozzo, Santa Maria a Pernina, San Biagio ai Mori e San Niccolò al Terraio.

 

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