27, Luglio, 2021

Medici di famiglia oltre i massimali, pronto soccorso ancora chiuso: le criticità in una lettera aperta alla sindaca Mugnai

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Resta molto complicata la situazione dei medici di famiglia in Valdarno fiorentino e in particolare a Figline e Incisa: dopo il pensionamento di tre dottori, infatti, la Asl Toscana Centro non ha ancora provveduto alla nomina dei sostituti, e come soluzione provvisoria ha alzato il tetto dei massimali di pazienti agli altri medici in servizio, che ad oggi arrivano ad assisterne fino a 1800 a testa. E così, mentre tra l’altro si preannuncia a breve un altro pensionamento, i medici di famiglia di Figline e Incisa si appellano alla sindaca Giulia Mugnai affinché si faccia portavoce in tutte le sedi opportune dei disagi che questa situazione sta creando sia ai pazienti che agli stessi dottori.

In una lettera aperta, i medici firmatari (Dott. Giuliano Bucciardini, D.ssa Daniela Chiarantini, D.ssa Daniela Chiosi, D.ssa Elisa Fantoni, D.ssa Francesca Giovannini e Dr. Stefano Lazzerini) scrivono alla sindaca Mugnai: “Le vogliamo rappresentare la condizione di forte disagio che stiamo vivendo nello svolgimento del nostro delicato lavoro.
Come senz’altro saprà il 1 marzo di quest’anno sono andati in pensione tre nostri colleghi (nonostante uno di questi avesse richiesto di continuare a lavorare ancora per altri mesi) e conseguentemente circa 4500 cittadini si sono trovati senza Medico di Famiglia. In attesa della nomina dei nuovi medici e nella impossibilità di trovare dei sostituti temporanei, la Asl con il nullaosta della Regione ha deciso di aumentare in via eccezionale da 1500 a 1700 il numero massimo dei nostri assistiti (cosiddetto “massimale”). Così facendo ci troviamo ad assistere (per la presenza di deroghe varie) circa 1800 pazienti ognuno, cosa che rende difficoltoso garantire il mantenimento di standard qualitativamente elevati di cure e comporta un inevitabile stress psicofisico”.

“A ciò si aggiunge – fanno notare i medici – la chiusura del Pronto Soccorso di Figline, la mancata copertura di numerosi turni della Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) e il recentissimo depotenziamento delle Cure Palliative Domiciliari, che rendono ancor più centrale la figura del Medico di Famiglia. Infine a breve è previsto il pensionamento di una quarta collega che lavora nel nostro comune e sta diventando sempre più difficile trovare sostituti in caso di ferie o malattia”.

Alla luce di tutto questo, i medici di famiglia si dicono “seriamente preoccupati per l’inevitabile scadimento della qualità del servizio da noi offerto nonostante il massimo impegno da ciascuno di noi profuso” e chiedono alla prima cittadina “di farsi voce di questo disagio nostro e dei cittadini in tutte le sedi opportune”.

Glenda Venturini
Capo redattore

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