28, Novembre, 2022

Multiutility, in vista del Consiglio comunale a Reggello l’associazione Terra Libera Tutti presenta una osservazione

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Sarà discussa nelle prossime sedute dei Consigli comunali anche in Valdarno, la delibera che prevede la costituzione della nuova Multiutility della Toscana, una società pubblica al 51% e destinata alla quotazione in borsa, che raggrupperà i gestori dei servizi come acqua e rifiuti. Un passaggio al centro di molte discussioni in questi giorni. Nelle scorse settimane una serie di associazioni di tutta la Toscana avevano espresso la loro contrarietà, evidenziando rischi e dubbi in una lettera inviata ai consiglieri comunali.

Oggi l’associazione reggellese Terra Libera Tutti Odv annuncia di aver inviato al Comune di Reggello una osservazione scritta, nell’ambito della procedura di consultazione pubblica prevista proprio dall’Amministrazione. Nell’osservazione presentata si legge: “La nostra associazione già nel 2011 si attivò per la raccolta firme sul referendum che richiedeva la abrogazione dei vincoli che ne impedivano la completa pubblicizzazione, la maggioranza di questo paese si espresse per la pubblicizzazione di questo bene pubblico. La stessa Regione Toscana con la legge 71 del 24 luglio 2020 dispone di promuovere la diffusione della cultura dei beni comuni e del loro governo collaborativo, nell’ambito delle amministrazioni pubbliche coinvolgendo soggetti sociali ed imprenditori a tutela del benessere di tutte le persone presenti sul territorio regionale, nonché della vita delle generazioni future”.

“Le esperienze maturate durante l’attuale gestione del servizio idrico integrato – continua Terra Libera Tutti – ci confermano che tale formula anche se dichiarata pubblica in realtà solo nominalmente lo è, infatti la gestione effettiva è in mano al privato che nomina l’amministratore delegato il cui principale compito risulta tutelare l’interesse finanziario della società e garantire utili ai soci a scapito di urgenti investimenti sulla rete e sulla qualità del servizio. Questa proposta di costituire in Toscana una multiutility pubblica cui seguirà una successiva multiutility da quotare in Borsa, con una maggioranza pubblica del 51%, a nostro avviso sarà una ennesima finanziarizzazione di un bene pubblico camuffata per essere utile a sostenere gli investimenti, dichiarando che la gestione rimane pubblica ma sostanzialmente sarà privata, perché dovrà soddisfare le esigenze della finanza che imporrà le sue regole estromettendo gli enti locali soci da qualsiasi influenza sulla qualità dei servizi”.

“In particolare – conclude il testo – i comuni come il nostro che hanno una minima parte di partecipazione dovrebbero considerare e riflettere che a giovarsi di tale progetto saranno i grossi comuni capofila (Firenze, Prato, Empoli) che ne trarranno i maggiori benefici. Continueremo sempre a batterci affinché i beni comuni siano pubblici e gli amministratori locali dovrebbero garantire ai cittadini che non vadano a finanziare dividendi privati”.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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