08.12.2014  19:56

Al via la campagna popolare “No Amianto”. Indice puntato contro i 225 km di tubi in eternit presenti nell'acquedotto gestito da Publiacqua

di Glenda Venturini
La petizione è promossa dai movimenti per la salute e l’acqua bene comune di Firenze Prato, Pistoia e Medio Valdarno: tra questi figurano il Comitato Acqua Bene Comune Valdarno​ e il ​Comitato H2O Montevarchi. Secondo i promotori, Publiacqua avrebbe già le risorse necessarie ad intervenire


"Una grande opera utile e virtuosa al servizio dei cittadini". Così, qualche giorno fa, le organizzazioni, associazioni e movimenti promotori hanno lanciato la campagna “No Amianto Publiacqua”: obiettivo, chiedere l’eliminazione dei 225 chilometri di tubature in amianto o cemento amianto, che fanno parte dall’acquedotto che serve Firenze, Prato, Pistoia e Medio Valdarno. Tra i promotori, ci sono anche il Comitato Acqua Bene Comune Valdarno​ e il ​Comitato H2O Montevarchi. 

Il primo passo è una petizione on line, appena lanciata. "Una raccolta firme indirizzata alle istituzioni locali, Autority, presidente della Regione e sindaci dell’Aato3, ma anche i soci pubblici e privati di Publiacqua, che pretende il rispetto della salute delle persone che vivono, abitano, lavorano e studiano nei Comuni gestiti da Publiacqua", spiegano i promotori. 

"Apponendo la loro firma i cittadini chiedono pertanto l’immediata eliminazione dei 225 chilometri di tubi in amianto che dovrà avvenire in piena sicurezza per i lavoratori, senza caricare ulteriormente la tariffa (la più cara d’Italia) e senza ricorrere all’intervento della fiscalità generale". Chi vuole, può sottoscrivere la petizione on line a questo indirizzo, oppure ottenere maggiori informazioni visitando il sito internet dedicato

Tra le premesse del testo della petizione, i promotori hanno inserito un chiaro paragrafo sulle motivazioni: "Le condotte in amianto con l’usura tendono a rilasciare fibre che inquinano l’acqua, esponendo il nostro organismo al rischio di contatto. Tale rischio cresce via via che le tubature, invecchiando, si sfibrano o si rompono. L’acqua contaminata utilizzata a scopi igienici (igiene della casa, personale, degli indumenti) quando evapora rilascia nell’ambiente fibre di amianto che possono essere inalate e causare gravi danni all’apparato respiratorio con effetti devastanti".

E gli investimenti necessari? Publiacqua, in una nota, aveva spiegato che "La sostituzione massiva di tali tubazioni, circa 223 Km sui circa 9.800 Km di rete acquedottistica, comporterebbe un impegno di circa 200 milioni di euro". E dunque, aveva spiegato la società, si procede alla loro rimozione via via che si verificano guasti o rotture. 

Secondo i promotori della campagna, invece, Publiacqua "dispone già oggi delle risorse necessarie per raggiungere e mantenere obiettivi di qualità ambientale e della risorsa, come previsto dalla legge. Ricordiamo infatti che ad oggi Publiacqua deve ancora effettuare investimenti per 69 milioni di euro previsti nel Piano di ambito e nel Piano tariffario e mai realizzati. Intanto nel 2013 l’azienda ha ottenuto 47 milioni di utili". 

Le richieste della petizione sono quattro: "A partire dal 2015 sia predisposto un piano triennale di eliminazione delle condotte in amianto, in piena sicurezza per i lavoratori e senza attendere il nuovo piano d’ambito che entrerà in vigore dopo il 2021; che sia avviato un piano di monitoraggio che verifichi il livello di contaminazione dell’acqua potabile nei 46 Comuni; che siano resi noti i risultati delle analisi in tempo reale; che venga impedito l’uso di polifosfati di zinco al fine di costituire un biofilm all’interno delle tubature in amianto con l'obiettivo di ridurre la cessione di fibre". 

Cronaca

 
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