Daniela è una donna, di Montemarciano, con una grande vena creativa. La passione per la pittura l’accompagna dall’infanzia, ma è stato durante il lockdown che ha trovato una forma concreta.
Racconta: “Questa passione è nata già alle elementari. Ho sempre avuto voglia di dipingere. Poi con il fatto del Covid si è accentuata ancora di più, perché non sapendo come trascorrere il tempo mi sono messa a dipingere i sassi, uno dopo un altro. Poi ho visto che mi riuscivano bene e ho continuato.”
Da semplice passatempo, la sua creatività ha iniziato ad attirare l’attenzione di chi osserva le sue opere. Daniela racconta infatti come le sue creazioni abbiamo iniziato ad essere notate: “Alle persone sono piaciuti, si fermano a fotografarli. Alcuni li ho fatti anche per degli agriturismi. Io non ho studiato arte, ma questa passione di creare l’ho sempre avuta. È una cosa che mi piace davvero, mi piace creare in generale, anche in cucina con i dolci. Lavoro anche con i legni, faccio tutta da sola, lo sego e poi lo dipingo. Mi piace proprio farli, quando ne vendo uno lo rifaccio subito perchè magari mi ricorda qualcosa e voglio tenerlo. Molti li ho fatti anche per le mie figlie, li hanno portati nelle loro case, come i sassi dipinti con il cognome.”
Tra le sue creazione c’è anche un contributo al presepe della chiesa vicino a casa sua.
La prima opera che ha realizzato è proprio una pietra dedicata al periodo del Covid: “È nata durante il Covid, in un periodo in cui si parlava tanto di pace. Per questo ho realizzato un sasso con l’arcobaleno. Un giorno è venuto un ragazzo a portare le mascherine e il sasso lo avevo quasi completato e messo in fondo alle scale. Quando lo ha visto mi ha chiesto se poteva fargli una foto ed io ho accettato. Mi ha poi chiesto se lo avessi fatto io e quando gli ho detto di si mi ha risposto che gli piaceva tantissimo. Ha fatto la foto al sasso e poi mi ha chiesto “Posso fare una foto anche a lei?”. Gli ho detto di sì, senza problemi. Quel sasso è nato proprio in quel periodo lì, durante il Covid, perché si respirava un’aria diversa: si doveva stare tutti in casa e ci si sentiva un po’ più buoni, più bravi.»
Daniela racconta che non ha un’ispirazione precisa, la sua arte nasce sul momento: “Mi vengono così, in modo spontaneo, ad esempio quando si avvicina il Natale, mi viene naturale fare le renne. Addirittura per le renne quando poi le misi fuori si fermò una macchina con marito e moglie. Sono piaciute talmente tanto che mi hanno chiesto se potevo preparargliene due da poter mettere nella vetrina del negozio della loro figlia per Natale. Sono piaciute molto, mi hanno mandato anche dei messaggi. Poi durante il periodo del Covid ho anche scritto un libro e ora, insieme alle mie figlie, stiamo pensando di pubblicarlo. Parla della mia infanzia. Mi piace molto anche scrivere. Ho persino scritto una canzone, che mi piace, anche se sta lì nel cassetto. La sera verso la mezzanotte mi venne questa ispirazione e così è nata questa canzoncina bellina estiva, orecchiabile.”
I materiali con cui Daniela dipinge sono due, la pietra e il legno, ma tra le due ha una preferenza: “Il legno lo devo creare io, mentre la pietra la prendo cosi com’è. Magari prendo un sasso che ha una forma particolare e la sfrutto. Per esempio se ha la forma di un tetto la uso per fare un casa. Quindi mi piace di più la pietra. Ne ho tante, andavo a cercarle nel campo, ho molti sassi della Sardegna, sopratutto quelli più piccolini con cui ci ho realizzato le coccinelle.” Ogni forma naturale suggerisce quindi un‘idea racconta Daniela: “Ad esempio un sassolino più allungato ci faccio il bruco, uno a forma di gatto ci posso fare un gatto.”
Quando si tratta di opere più impegnative Daniela racconta di aver affrontato delle sfide: ”Non ho mai fatto opere particolarmente difficili. Molti lavori li ho fatti a doppia faccia, davanti in un modo e dietro in un altro. Quelli più impegnativi li ho fatti per un agriturismo, anche perchè avevo paura che non venissero bene. Invece sono venuti bellissimi, li hanno messi sopra un muretto. I sassi me li avevano portati loro sicché avevo più timore di farli bene. Su quello tondo ho dipinto un sole, su un altro la scritta dell’agriturismo. Ad una delle mie figlie, invece, ne ho fatto uno molto grande con il suo cognome e posto in cui abita.”
Il processo di creazione richiede pazienza e attenzione ai dettagli: “Per quanto riguarda i Natalini una volta che il legno è tagliato, non ci vuole molto tempo. Di solito ne tagliavo una trentina e poi in una giornata o al massimo una giornata e mezzo, per aspettare che si asciugassero, ci ripassavo la vernice e facevo le rifiniture con pennello fine. Con i sassi, invece ci vuole un pò più tempo perchè molti li ho rifiniti con lo stecchino. Do sempre una protezione finale ma stando fuori si possono rovinare, per cui ogni tanto gli faccio un po’ di manutenzione.”
Infine, guardando al futuro Daniela ha desideri semplici, legati alla passione che la guida: “Mi piacerebbe realizzare un sasso grande su cui scrivere il cognome della famiglia e il luogo. Non sarebbe però una cosa immediata, ci vorrebbe un po’ di tempo, sia per trasportarlo sia per lavorarlo. Più il sasso è grande, più lavoro c’è. Se però qualcuno mi chiede un’opera io sono sempre disponibile, perché mi piace davvero tanto dipingere, soprattutto i sassi. Li creo in base a come mi sento in quel momento e questo mi fa sentire appagata, perché realizzo qualcosa che mi piace. Chi lo fa per professione è un’altra cosa, io lo faccio solo per passione.”

