01, Ottobre, 2022

Caso Figline, le motivazioni della sentenza

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Nei giorni scorsi il Comitato regionale ha reso noto le motivazioni della sentenza relativa alla partita Tau Altopascio-Figline dello scorso 11 maggio, con la revoca della promozione in serie D e le sanzioni per alcuni tesserati.

Sulla base di quello che si legge a pagina 36 del comunicato numero 12, ad orchestrare tutto sarebbe stato il direttore sportivo Emiliano Frediani “accusato da tutti i calciatori ascoltati in istruttoria e dall’allenatore Becattini di aver predisposto addirittura il martedì precedente la gara il comportamento che avrebbe dovuto tenere la squadra in caso di sconfitta con il Tau Calcio Altopascio e di aver calcolato, sulla base della differenza reti, quante di queste la squadra avrebbe dovuto subire. Al momento della legittima segnatura da parte del Tau Calcio Altopascio della terza rete -si legge sempre  nel comunicato- ha più volte telefonato al Becattini, allenatore in campo, per invitarlo ad imporre ai calciatori di far passare gli avversari ed a subire lo scarto di almeno quattro reti”.

Circa l’allenatore Becattini viene rilevato che ha ammesso la propria responsabilità ed ha collaborato con l’ufficio inquirente “tuttavia non si può derubricare il capo di incolpazione riconducendolo a omessa denuncia perché questa sarebbe dovuta avvenire prima dell’inizio della gara, non a gara iniziata. Non si è opposto alla richiesta del Frediani ed anzi ha prestato il proprio assenso”.

La motivazione della sanzione ai calciatori Barzagli, Saitta e Privitera è nel fatto che  “in un primo tempo restii ad accogliere le richieste del direttore sportivo, si sono resi responsabili della commissione dell’illecito rendendo possibile agli avversari la copiosa segnatura di reti”.

La sanzione nei confronti del presidente Simoni per omessa denuncia dopo che in una riunione “i calciatori hanno espressamente indicato nel Frediani colui che ha orchestrato il tutto ma non ha assunto alcun provvedimento nei confronti di costui né ha informato del fatto il Comitato regionale e, tantomeno, la Procura Federale”.

 

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